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martedì 30 maggio 2017

Non giochiamo con la riapertura degli uffici distaccati del Giudice di Pace

"Voterò a favore, ovviamente, ma non posso che essere stupito per la disinvoltura di chi promuove la mozione". Così Fabio Camiciottoli, consigliere di Avanti Montevarchi, ha commentato l'iniziativa dell'ex-sindaco Francesco Grasso per riaprire, in Valdarno, gli uffici del Giudice di pace. "Se oggi il territorio non dispone più di quel presidio e di un utile servizio per i cittadini - ha continuato Camiciottoli - è in larga parte responsabilità di Grasso oltreché degli altri sindaci valdarnesi che non ritennero allora di spendersi per un obbiettivo comune". Dopo aver ricordato che nacque un Comitato e che furono prese molte iniziative anche grazie al lavoro dell'allora consigliere Gianluca Magini, Camiciottoli ha concluso: "Se l'amministrazione Chiassai vorrà spendersi per riaprire la partita con il ministero e riavere l'ufficio del Giudice di pace, restituendo a Montevarchi e al Valdarno un servizio, saremo convintamente dalla sua parte. Non sarà una partita facile convincere quegli stessi sindaci che non aderirono all'epoca al progetto comune. L'importante che sia una partita giocata in trasparenza e sincerità non come quella giocata dalla precedente amministrazione. Inoltre, riterrei utile che da Montevarchi, e per questo invito il sindaco e l'attuale maggioranza ad intraprendere con noi una battaglia per l'istituzione, all'interno del nostro territorio, di un Difensore Civico comprensoriale che potrebbe rappresentare un primo ed importante passo di tutela del cittadino".
Fabio Camiciottoli - Consigliere Comunale Avanti Montevarchi

domenica 5 gennaio 2014

Giudice di Pace in Valdarno

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Apprendiamo con soddisfazione che anche il Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini nell’ultima seduta, tenutasi prima delle feste natalizie, ha discusso ed approvato la mozione che avvia un serio percorso politico per il mantenimento di una sezione distaccata del Giudice di Pace.

Crediamo che la difesa dei servizi territoriali di competenza statale erogati in un territorio  sia una battaglia che l'intera classe politica locale, a prescindere dall'appartenenza politica e dai ruoli, non solo debba essere perseguita in modo compatto, ma si debba ricercare in uno spirito di condivisione e nella massima trasparenza sinergie tra i Comuni della Vallata per il loro possibile mantenimento. Siamo convinti che riuscire a preservare una sede distaccata del Giudice di Pace non sia solo un grande beneficio che mettiamo a disposizione più che degli operatori, come alcune volte è stato fatto credere, ma di tutti i cittadini ma dimostri la capacità di un territorio e dei suoi Amministratori di tutelare importanti servizi sovracomunali.  Con questo spirito abbiamo votato l'atto in Consiglio Comunale a Montevarchi ed invitiamo tutto il Consiglio Comunale di San Giovanni a far propia la mozione in discussione nella seduta di martedì prossimo. A tal proposito avremmo auspicato che non solo la maggioranza di Terannuova, che ringraziamo pubblicamente, ma anche l'opposizione avesse ratificato quell'atto come avvenne, giustamente, in Consiglio Comunale.


Per quanto ci riguarda martedì prossimo, al rientro dalle festività natalizie, solleciteremo il Sindaco e la presidenza del Consiglio del Comune di Montevarchi affinché promuovano le più opportune azioni per avviare quel confrontro tra i gruppi consiliari presenti all’interno dei tre Comuni principali della vallata richiesto con l'approvazione dell'atto votato lo scorso 29 novembre. Come abbiamo evidenziato in sede di dibattito consiliare riteniamo che questo confronto per verificare la possibilità di individuare le sinergie per mantenere il presidio debba avvenire con il coinvolgimento sia con l’associazione degli avvocati del Valdarno sia con le parti sociali che ripetiamo "secondo noi sono le vere beneficiarie del mantenimento di tale istituto".

I Gruppi Consiliari del Comune di Montevarchi

Impresa ed Innovazione
Democratici e Progressisti

lunedì 16 dicembre 2013

E’ il Consiglio Comunale di Montevarchi che per primo e grazie alla nostra azione approva la Mozione in Difesa del Giudice di Pace

Sfortunatamente nei mesi scorsi, a differenza di quanto sta avvenendo ad Aviano grazie all’azione del socialista Enrico Boemi, non siamo purtroppo riusciti a difendere e salvare la sede distaccata del Tribunale. Una difesa fatta con poco coraggio e convinzione dai massimi esponenti politici locali, che deve far riflettere tutti noi e servici da lezione per il futuro. La battaglia vinta ad Aviano testimonia che vi erano delle possibilità per salvare la sede distaccata del tribunale.

Con l’approvazione, da parte di tutti i componenti del Consiglio Comunale di Montevarchi, della mozione per il salvataggio degli uffici del Giudice di Pace ci auguriamo che possa essere intrapreso un percorso per coinvolgere tutte le amministrazioni valdarnesi  nella difesa di questo importante presidio. La mozione approvata, che verrà discussa a breve anche all’interno dei Consigli Comunali di San Giovanni (grazie a Carbini, Martellini e Pia ) e a Terranuova (grazie a Falsetti), impegna infatti il Sindaco sia ad attivarsi per mantenere in Valdarno la presenza di un ufficio del Giudice di Pace coinvolgendo la Conferenza dei Sindaci, sia ad indire, , una conferenza Capigruppo congiunta dei tre principali Comuni del nostro territorio (Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini) per cercare d’individuare collegialmente le modalità per mantenere tale servizio.

Abbiamo accolto positivamente la volontà del Sindaco e della maggioranza che oltre ad avvallare la mozione si sono pubblicamente impegnarti a coinvolgere tutte le Amministrazioni valdarnesi nella difesa degli Uffici del Giudice di Pace. Adesso ci auguriamo che anche nei Consigli Comunali di San Giovanni e Terranuova, con il voto favorevole di maggioranza ed opposizione, venga ratificata un’analoga mozione, così da avviare quanto prima un serio confronto tra le forze politiche presenti all’interno delle tre amministrazioni per individuare le migliori sinergie attraverso cui riuscire a mantenere, indipendentemente dalla sua collocazione territoriale, tale importante presidio nel Valdarno.

In questo senso invitiamo il Sindaco e la maggioranza consiliare di Terranuova a stigmatizzare le parole e le riflessioni espresse dall’assessore Enea Barbagli ed a lavorare affinché possa essere raggiunto quest’importante obiettivo. Non riusciamo infatti a comprendere, né tanto meno accettiamo, le parole pronunciate dall’amministratore terranuovese durante una trasmissione sulla giustizia svoltasi su un’emittente locale, perché invece di promuovere la difesa degli Uffici del Giudice di Pace, ha preferito fare un ragionamento meramente campanilistico. Dal mantenimento, nel nostro territorio, di tale servizio ne traggono beneficio tutti gli operatori ed i cittadini della vallata e non solo Montevarchi. Se consideriamo che, in questo momento, tra i Comuni di Montevarchi e Terranuova, è in discussione l’ulteriore attivazione di servizi associati, le parole espresse da Barbagli nei confronti di Montevarchi, oltre ad essere poco rispettose, denotano una mancanza di visione amministrativa e politica complessiva che possono solo che amplificare le tensioni. 

Crediamo che nell’auspicato confronto, tra le tre principali amministrazioni del Valdarno Aretino (Montevarchi, Terranuova e San Giovanni), siano coinvolte tutte le parti sociali ed in particolar modo l’Associazione degli avvocati del Valdarno affinché tutta la comunità si senta parte attiva nella difesa di quest’ultimo presidio di giustizia di prossimità.

Il Gruppo Consiliare

venerdì 15 novembre 2013

E' ancora possibile mantenere un Giudice di Pace in Valdarno?

Il grido d’allarme lanciato, nei giorni scorsi, dall’Associazione degli Avvocati del Valdarno intorno alla possibile chiusura degli Uffici del Giudice di Pace che avviene dopo la soppressione della sezione del tribunale di Montevarchi non può che essere ascoltato.
Crediamo che la politica non debba rimanere silente rispetto alle sollecitazioni che arrivano dallassociazione degli avvocati  perché, con la difesa degli uffici del Giudice di Pace, non solo difendiamo un servizio di primaria importanza, ma rivendichiamo lesigenza che nel nostro territorio siano preservate quelle strutture che erogano servizi di stretta competenza statale. Non possiamo, in segno di fantomatiche razionalizzazioni e non certificati risparmi, accettare che il Valdarno sia impoverito di ulteriori servizi.
Riteniamo che l’appello degli avvocati valdarnesi debba essere recepito dalle Istituzioni Locali e siamo convinti che, per mantenere almeno una sede del Giudice di Pace, occorra fare di tutto, compreso contribuire con risorse derivanti dai bilanci dei nostri Enti. Intorno a questo tema ed in generale tutti quelli che riguardano la qualità e la quantità di servizi erogati ai cittadini sentiamo, inoltre, lesigenza che vi sia un dibattito ed un confronto tra tutte le forze presenti all’interno delle Istituzioni dei maggiori centri del nostro territorio perché il tutto non deve rimanere all’interno delle stanze dei primi cittadini.
Noi siamo convinti che, nei prossimi anni, il Giudice di Pace dovrà svolgere nuove ed ulteriori funzioni nel campo giudiziario ed è per questo che siamo pronti, con gli strumenti dindirizzo e controllo che ci competono come Consiglieri Comunali, ad unirci nella lotta portata avanti dagli avvocati Valdarnesi.
Con questo spirito i consiglieri comunali Fabio Camiciottoli, Mauro Buffoni e Flavio Nardi del Gruppo Democratici e Progressisti di Montevarchi, Francesco Carbini del Gruppo Consiliare Cresce San Giovanni , Samuele Falsetti e Simona Pesci del Gruppo Centro Sinistra per Terranuova hanno condiviso una mozione che porteranno all’attenzione dei rispettivi Consigli Comunali.
Ci auguriamo che la nostra mozione possa trovare consenso unanime e che si possa, partendo dalla difesa degli Uffici del Giudice di Pace,  avviare una nuova stagione dove i servizi territoriali siano difesi collegialmente e con più partecipazione fuori da strette logiche di campanile.

Alla presente si allega testo della mozione che verrà presentato.

OGGETTO: AZIONE CONGIUNTA PER IL MANTENIMENTO DEGLI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE

PREMESSO CHE

con la chiusura della sede distaccata del tribunale di Montevarchi, avvenuta nel corso del mese di settembre, nel Valdarno, salvo future ed auspicabili modiche legislative in merito all’organizzazione della Giustizia, è venuto meno un importante presidio territoriale e un rilevante servizio
con il decreto legislativo n. 156/2012  si sopprime 667 uffici del giudice di pace, su un totale di 846 uffici. Resteranno in funzione 178 uffici, di cui 134 presso sedi circondariali e 44 presso sedi non più facenti capo ad un circondario di tribunale.
allo stato attuale nel nostro territorio sono presenti due uffici del Giudice di Pace ubicati rispettivamente a Montevarchi e a San Giovanni Valdarno che, stante alle normative attualmente in vigore, sono destinati ad essere chiusi il 30 aprile del 2014.
gli Enti locali del nostro territorio (il Valdarno), in base all’ordinamento attuale, avrebbero la possibilità, accorpando le due strutture presenti e facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio di giustizia, di mantenere e preservare un Ufficio del Giudice di Pace nel nostro comprensorio del Valdarno.

RICORDATO CHE

sia i sindaci dei centri più importanti del Valdarno aretino sia alcuni consiglieri regionali della Vallata si sono spesi pubblicamente, anche se purtroppo il Consiglio Regionale non ha approvato la proposta di referendum abrogativo in merito alla legge Severino (a causa dell’astensione della maggioranza), per il mantenimento degli uffici giudiziari periferici.
nei mesi scorsi molti Consigli Comunali della vallata hanno licenziato importanti atti per la salvaguardia della Giustizia di prossimità ed il mantenimento dei servizi giudiziari erogati nel nostro territorio.

CONSIDERATO CHE


gli Enti Locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace tuttora esistenti con competenza sui rispettivi territori di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale loro accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che dovrà essere messo a disposizione dagli Enti medesimi con il solo obbligo finanziario da parte del Ministero di procedere alla loro formazione. Il Ministero di Grazia e Giustizia, valutata la rispondenza delle richieste e degli impegni pervenuti, apporta con proprio Decreto la conseguente modifica alla Tabella degli uffici del Giudice di Pace oggetto di soppressione. Qualora l’Ente o gli Enti locali consorziati non rispettino gli impegni presi relativi al personale amministrativo e alle spese, per un periodo superiore a un anno, il relativo ufficio del Giudice di Pace verrà conseguentemente e definitivamente soppresso.
è da ritenersi strategico, anche per le trasformazioni in atto nel campo giudiziario, far sì che i sindaci del Valdarno (espressione tutti di un unico partito) promuovano azioni comuni che permettano di mantenere una sede distaccata del Giudice di Pace perché nei prossimi anni potrebbero essere attribuite, a tali figure, nuove ed ulteriori funzioni.
contro la soppressione degli uffici del Giudice di Pace si è espressa, nei giorni scorsi l’associazione valdarnese degli avvocati. L’associazione ha dichiarato che dopo la soppressione della sezione del tribunale, a Montevarchi occorrerebbe, almeno, continuare a mantenere l'ufficio del giudice di pace ed ha invitato le amministrazioni comunali ad effettuare una scelta condivisa e a reperire risorse per mantenere un presidio di Giustizia in Valdarno. Infine ha dichiarato che è pronta ad affiancare i Comuni in questa battaglia.
la Conferenza dei Sindaci del Valdarno, organismo già in essere, composta da tutti i Comuni della vallata, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi o in un’unica sede, ivi incluso il fabbisogno di personale, potrebbero garantire la presenza di almeno un Ufficio del Giudice di Pace;
le Amministrazioni Comunali del nostro territorio diano prova di voler affrontare la problematica in un’ottica  territoriale

RITENUTO 

opportuno e necessario, per gli scriventi firmatari della presente mozione, che i circa 100 mila abitanti del nostro territorio abbiano almeno a disposizione un ufficio del Giudice di Pace.

Tutto ciò premesso e considerato, lo scrivente Consigliere Comunale,

IMPEGNA IL SINDACO

con uno specifico mandato ad attivarsi per mantenere in Valdarno la presenza di un ufficio del Giudice di Pace da perseguire, intraprendendo un’azione nei confronti della Conferenza dei Sindaci ed in generale verso tutti i primi cittadini del nostro territorio per trovare le forme per mantenere quest’importante servizio e presidio.

IMPEGNA ALTRESI’ IL SINDACO ED IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

ad attivarsi affinché possa essere indetta, tra i tre principali Comuni del nostro territorio (Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini), una conferenza Capigruppo congiunta nella quale possano essere individuate, da tutti i soggetti Istituzionali e non solo dai Sindaci, le più opportune iniziative per trovare le modalità per mantenere un servizio così importante.

venerdì 11 ottobre 2013

I sindaci del Valdarno diano prova di collegialità andando oltre i campanilismi per salvaguardare la presenza del Giudice di Pace

Purtroppo la sede del tribunale di Montevarchi è stata definitivamente chiusa ed a nulla son valse le numerose proteste di sindaci ed esponenti politici locali. Purtroppo anche la Regione Toscana, o meglio il Consiglio Regionale Toscano, non ha ritenuto opportuno, a differenza di altre cinque Regioni, perseguire la strada del referendum abrogativo della legge Severino confermando, di fatto, le azioni intraprese da molti sindaci e, come nel caso del tribunale di Montevarchi, anche di un Consigliere Regionale. Con la riforma in atto adesso si profila anche la chiusura dei due uffici del Giudice di Pace presenti nel Valdarno (ubicati a Montevarchi ed a San Giovanni) se il territorio non riesce, mettendo da una parte i campanilismi, ad individuare un’unica sede e a contribuire alla copertura delle spese di funzionamento.
Il mantenimento in Valdarno di un presidio del Giudice di Pace deve essere un obiettivo da perseguire perché sicuramente, nel prossimo futuro, a tali istituti verranno attribuiti funzioni e compiti di primaria importanza tanto da poter svolgere funzioni di “giustizia di prossimità”. Con questa consapevolezza credo che i sindaci del Valdarno diano finalmente dimostrazione di collegialità effettuando una scelta chiara e condivisa per non farsi trovare nuovamente impreparati e per evitare di gridare in futuro allo scandalo. I sindaci del Valdarno, facendo pure parte del medesimo partito che è a capo della provincia, della regione e, seppur in coabitazione, del governo nazionale, riusciranno a trovare una quadra mettendo da parte i campanilismi per accordarsi sulla scelta migliore per la comunità valdarnese nel suo complesso?
Con questa consapevolezza abbiamo presentato, al sindaco F.M. Grasso nello scorso Consiglio del 30, un’interrogazione a risposta scritta alla quale speriamo vivamente che il Sindaco non solo dia risposta ma persegua la salvaguardia di un presidio del Giudice di Pace.
Siamo certi che imporrà il tema ai suoi colleghi di partito e di amministrazione, dato che nel Valdarno e nel Partito Democratico è un protagonista e non un comprimario.



Fabio Camiciottoli

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