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mercoledì 23 maggio 2018

SCUOLA DI LEVANELLA. OCCORRONO RISPOSTE CHIARE E TEMPESTIVE

La Sindaco dalle ordinanze facili e gli assessori dalle comunicazioni ondivaghe continuano a girare intorno al problema della scuola di Levanella sulla cui chiusura improvvisa, pur condividendo che occorra la massima cautela ed attenzione quando si tratta di incolumità pubblica, è necessario fare chiarezza e dare ai cittadini delle risposte concrete, fugando ogni dubbio.

Questo è lo stato dell’arte della vicenda:

1) Ad ottobre 2017 il Comune ha affidato ad una società d’ingegneria l’incarico di fare delle indagini sulla tenuta strutturale dell’edificio della scuola di Levanella.

2) Il 4 maggio 2018 , oltre 6 mesi dopo senza che sia stato fatto nulla nel frattempo, un tecnico comunale effettua un sopralluogo e, sostanzialmente, conferma le indicazioni di ottobre.

3) Il 16 maggio 2018 la Sindaco ordina la chiusura della scuola, per qualche giorno, per motivi di sicurezza.

4) Il 17 maggio 2018 la stessa società d’ingegneria, opportunamente sentita, conferma la situazione di ottobre e da indicazioni su come ovviare alle criticità strutturali con semplici accorgimenti tecnici e, di fatto, permettendo la conclusione dell’anno scolastico.

5) Lo stesso giorno in Consiglio Comunale la Sindaco fa una comunicazione in cui senza fare riferimento a quanto messo in evidenza ad ottobre, afferma che la scuola chiuderà per qualche giorno e che la settimana successiva sarebbe stato fatto un altro sopralluogo e si impegna a riferire puntualmente al Consiglio Comunale.

6) Contrariamente a quanto sopra la Sindaco, d’intesa con la dirigenza scolastica, ordina, invece, la sospensione di tutta l’attività didattica nel plesso di Levanella “dirottando” la medesima a Levane.

7) Il 18 maggio 2018 con l’ordinanza n.170 la Sindaco dispone la chiusura della scuola per tutto l’anno scolastico.

Di fronte a tutti questi atti ci domandiamo come mai da ottobre ad oggi non sia stato fatto niente e in fase di stesura del bilancio non sia stato programmato nulla. Inoltre non comprendiamo perché, una volta acquisiti referti tecnici che non evidenziano una situazione drammatica e danno indicazioni chiare e precise su come risolvere l’emergenza eventuale, la Sindaco emette un’ordinanza di chiusura per tutto l’anno scolastico.

Delle due l’una: o il problema è stato sottovalutato ad ottobre oppure, giocando sull’emotività del momento, ci troviamo di fronte ad improvvisati processi di razionalizzazione.

Se è evidente e condivisibile il principio di usare la massima cautela in un’evenienza come quella di cui si tratta è altrettanto evidente che la drastica misura adottata è tardiva e non trova riscontro negli atti tecnici prodotti.

In questo momento, con spirito costruttivo e senza polemica, ci interessa sapere cosa l’amministrazione intende fare da adesso in poi perché la scuola di Levanella non si può chiudere sine die e l’attività didattica deve potervi ricominciare regolarmente con l’inizio del prossimo anno scolastico 2018-2019”.

Per consentire ciò è necessario accelerare la redazione di un progetto con il quale si individui la soluzione tecnica per ripristinare il normale funzionamento della scuola a partire da settembre, all’occorrenza, utilizzando le risorse a disposizione dell’Amministrazione e sgombrando quanto prima il campo da dubbi su possibili volontà di chiusura del plesso che già, purtroppo, si sono manifestate anche nel recente passato.

E’ il momento di aprire un confronto pubblico sulle prospettive e sui progetti per il plesso scolastico di Levanella senza pregiudizi e senza assumere posizioni ondivaghe che non aiutano a fare chiarezza per i cittadini. Ce lo chiedono 70 famiglie, i residenti di Levanella ed i montevarchini tutti.

PAOLO ANTONIO RICCI – FABIO CAMICIOTTOLI

lunedì 19 febbraio 2018

AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO LOCALE NEL COMUNE DI MONTEVARCHI


In merito all’affidamento diretto per dieci anni del servizio di Trasporto pubblico locale alla società PLURISERVIZI il gruppo Consigliare Avanti Montevarchi intende confermare tutti i dubbi che prima e durante l’approvazione ha manifestato anche pubblicamente. In queste settimane, cioè da quando è stato approvato l’atto in Consiglio, è cresciuta la convinzione che la proposta voluta dall’Amministrazione Chiassai non torni e che i costi d’organizzazione del servizio, negli anni futuri, peseranno molto sui cittadini di Montevarchi.

Sorvolando sul fatto emblematico ed irrituale, che per la portata economica e temporale (10 anni), sia stato fatto un affidamento in forma diretta ad una società partecipata che attualmente non ha né esperienza sufficiente nè un responsabile tecnico del settore trasporti (procedure per l’individuazione ancora in corso) in queste settimane abbiamo approfondito la questione al fine di valutarne i reali costi complessivi.

Da queste valutazioni emerge, come prima cosa, che gli otto autisti previsti svolgono una percorrenza pro-capite media annua di circa 16.500 km contro i circa 30.000 Km che in Comuni limitrofi si registrano a seguito di gare d’appalto e di attente e puntuali  ottimizzazioni delle corse. Soltanto con un vero progetto si sarebbe potuto ottenere importanti risparmi rispetto a quelli dichiarati.

Considerando il chilometraggio annuale previsto di circa km.132.000 ci sono alcune considerazioni da fare:

a)      Otto linee appaiono eccessive per così pochi chilometri annui per cui sarebbe stato meglio riuscire ad accorparne alcune per rendere il servizio più snello ed ottimizzare tutte le risorse sia da parte del Comune che da parte della Ditta
b)     Il corrispettivo si aggira intorno ai 2,75 €/km, un importo che alla luce di quanto avviene in comuni limitrofi (1,80 + IVA al 10%) risulta decisamente elevato e, secondo noi, fuori mercato. Tale cifra non si discosta molto da quella attuale di 3,00 €/km che è stata raggiunta da più soggetti..
c)      La percorrenza media regionale per autista/autobus è di circa 140 Km al giorno (lunedì-venerdì) mentre dagli itinerari presentati negli 8 lotti la percorrenza media si aggirerebbe intorno a Km.85 nei giorni lavorativi.
d)     I costi per il ricovero dei mezzi e per le consulenze tecniche appaiono eccessivi rispetto a di servizi simili
E’ da evidenziare inoltre che nell’affidamento non sono indicate le caratteristiche dei mezzi che la Società deve acquisire tant’è che, viste le risorse individuate negli ammortamenti dei mezzi, si corre il rischio che, per giustificare i minori costi, ci possano rimettere gli utenti più deboli. Poi è da evidenziare che la convenzione  non prevede alcun indice di costo a km mentre non si esclude la possibilità di sub-appalti ampi e totali.

            Dall’analisi l’elemento più rilevante e certamente più atipico è l’aver affidato un servizio di scuolabus a 2,75 €. a Km senza produrre utili per l’impresa affidataria e perciò senza dare la possibilità alla stessa di migliorare il servizio stesso con investimenti quali ad es: il controllo satellitare della flotta, telecamere a bordo, localizzazione scuolabus per genitori ecc. Considerando che, in generale, si appalta ad un massimo a 2 euro più iva al 10%, nella più rosea delle ipotesi a Montevarchi si spenderebbe circa 0,60 euro/km in più che moltiplicati per i km annui circa 134.000 fa circa 80.000 euro annuni.
Se si moltiplica questa cifra per i dieci anni d’affidamento si raggiunge una cifra importante , altro che risparmi…………….

Per tutto ciò siamo sempre più convinti che la scelta dell’Amministrazione Comunale di affidare in-house e senza una gara tale servizio sia profondamente sbagliata in termini organizzativi, economici e politici lasciando, oltretutto, erogare dei servizi ad una Società priva di un’esperienza comprovata nel settore.

A nostro giudizio, con i dati e le analisi in nostro possesso (dati che non prevedono un chiaro progetto a monte) non si riscontrano tutti quei risparmi che il Sindaco afferma esserci. Secondo noi i cittadini di Montevarchi si troveranno a pagare molto di più della media regionale per servizi analoghi, come sopra specificato.

Per questo, è doveroso da parte nostra chiedere all’Amministrazione Comunale di rivedere la decisione e non abbandonare la battaglia politica all’interno delle Istituzioni chiedendo risposte rispetto ai dati dell’intera operazione - caso mai investendo soggetti terzi – perché qui sono in gioco i legittimi interessi dei cittadini che hanno diritto a servizi di qualità a costi contenuti.

Il Gruppo Consiliare
PAOLO ANTONIO RICCI
FABIO CAMICIOTTOLI

venerdì 20 ottobre 2017

Ex Tabaccaia. Le criticità stanno venendo fuori.

Alla luce delle ultime vicende riguardo la ex Tabaccaia, con l’ordinanza di sospensione dei lavori e la provvisoria chiusura del cantiere, non possiamo che confermare quanto abbiamo sostenuto e motivato in Consiglio Comunale: siamo di fronte ad una pratica urbanistica sbagliata nei presupposti e nei fatti. Si tratta di un grande pasticcio che può avere risvolti ambientali gravi e preoccupanti.
Il rischio è di ritrovarsi una vera e propria problematica ambientale piazzata nel mezzo della nostra città. Nonostante il dibattito e le incertezze manifestate sono cominciati i lavori il giorno dopo la seduta del consiglio, a nostro giudizio, in palese violazione di tutte le regole edilizie. Grazie ad una nostra segnalazione si è arrivati in tempi brevissimi alla giusta sospensione dei lavori. L’arroganza di chi, in barba alle regole, è andato avanti sulla propria strada è stata smascherata.
Noi, come tra l'altro abbiamo dichiarato in aula e alla stampa, nei giorni successivi all'approvazione della variante abbiamo intenzione di proseguire nella nostra giusta azione di controllo e di verifica, sia perché non vogliamo lasciare la nostra città con un problema ambientale di quelle proporzioni sia per garantire, cosa questa molto importante, pari condizioni a tutti i cittadini e gli operatori.
Siamo fiduciosi che anche dai banchi della maggioranza arrivino segnali in questo senso come, del resto, ne sono buona testimonianza le astensioni e le assenze di alcuni consiglieri sulla votazione di questo atto.

Paolo Antonio Ricci

Fabio Camiciottoli

giovedì 10 agosto 2017

Basta polemiche strumentali facciamo chiarezza su Valdarno Sviluppo


NON E’ CON UNA CONFERENZA STAMPA E DEI NUMERI CONTESTATI CHE I CITTADINI SAPRANNO!

E’ evidente che il caldo estivo rende più difficile pensare logicamente e la direzione del movimento Prima Montevarchi da qualche tempo a questa parte ne è un esempio lampante.  L’ultimo comunicato poi è una vera e propria perla. Per provare a dare loro una mano ricordiamo che è stato l’assessore al Bilancio, loro esponente nel governo cittadino, a convocare una conferenza stampa relativa alla Valdarno Sviluppo, nella quale ha parlato di “incapacità amministrativa” di “mancanza di competenze” di parziali realizzazioni, ritardi e difficoltà. Bucciarelli ha poi quantificato in “oltre un milione di euro” i danni del Comune di Montevarchi derivanti dal fallimento della società partecipata.  Chiunque, di fronte a queste contestazioni , avrebbe dovuto chiedere una inchiesta amministrativa sui fatti denunciati. Avanti Montevarchi, insieme al PD al 5 Stelle, lo ha fatto. Loro, Prima Montevarchi e la maggioranza consiliare, hanno pensato che era meglio di no ed hanno imposto di portare la questione di fronte alla Commissione di Garanzia e Controllo già costituita. Non è la stessa cosa ma meglio di niente. Il consigliere Camiciottoli che della Commissione di Garanzia è il Presidente ha ipotizzato di iniziare i lavori chiedendo all’assessore Bucciarelli di riferire quanto già espresso in conferenza stampa e, magari,  di spiegare perché i conti che lei ha presentato in quella sede non istituzionale non siano accettati dal Curatore fallimentare nominato dal Tribunale. Prima Montevarchi, forse turbata per queste differenze, ci dice oggi che Camiciottoli ha un conflitto d’interessi perché è nello stesso gruppo consiliare di un ex-amministratore di Valdarno Sviluppo e che, quindi,  non può presiedere la Commissione.  Consigliamo loro d’interpellare un legale e capiranno che è una tesi insensata e priva di base giuridica oltreché del tutto insipiente sul piano pratico. Peraltro, sempre con spirito umanitario e collaborativo consigliamo loro di riflettere bene su quanto hanno sostenuto e sulle conseguenze pratiche di una tale logica. Un domani nel quale il Consiglio Comunale dovesse affrontare e votare un atto che riguardi, a vario titolo, attività di parenti e affini di consiglieri e assessori i rispettivi gruppi di riferimento dovrebbero astenersi dal voto? Chiaramente si tratta di una bestialità  sulla quale è bene non tornare neanche. La Commissione di Garanzia ha una maggioranza interna che corrisponde a quella che regge la Giunta Chiassai. Se Camiciottoli dovesse avere un atteggiamento non corretto istituzionalmente ci sono tutte le possibilità di farlo notare ai cittadini. Intanto facciamo partire i lavori e cominciamo a far sapere ai cittadini come sono andate le cose e quali siano i veri numeri. Noi siamo interessati a fare chiarezza!

sabato 22 luglio 2017

Una commissione d’inchiesta per chiarire le vicende di Valdarno Sviluppo

Presentata una mozione per il consiglio comunale

Avanti Montevarchi, PD e 5 Stelle per la trasparenza sulla partecipata

Accendere i riflettori sulle vicende di Valdarno Sviluppo, su quanto ha fatto per il sistema economico del territorio e sui motivi che hanno condotto la società al fallimento decretato dal Tribunale di Arezzo nel marzo scorso. E’ questo il senso della mozione presentata, per la prossima seduta del Consiglio comunale di Montevarchi da Avanti Montevarchi, Partito Democratico e 5 Stelle, e che punta ad ottenere la rapida costituzione di una Commissione d’inchiesta. A convincere i consiglieri di minoranza sull'opportunità di indagare sul percorso della società partecipata anche le parole dell’assessore al Bilancio che, in una recente intervista, ha ipotizzato, gravi inefficienze, incompetenza ed errori tecnici nel lavoro svolto da Valdarno Sviluppo in oltre un ventennio di attività. Partecipata da tutti i comuni  valdarnesi, dalle Province e dalle Camere di Commercio di Arezzo e Firenze, da primari istituti di credito, da associazioni di categoria, la società ha lavorato, utilizzando fondi nazionali in primis, alla creazione di aree industriali, all'insediamento di nuove aziende, alla formazione, svolgendo anche compiti strumentali per gli enti locali. I consiglieri intendono chiarire, tramite la commissione d’inchiesta, quanto effettivamente realizzato e i rapporti avuti con i diversi comuni a partire, ovviamente, con il Comune di Montevarchi in attesa delle deliberazioni del giudice fallimentare in merito alle pretese avanzate da quest’ultimo. Con un periodo richiesto di sei mesi di lavoro, la commissione dovrebbe acquisire documenti e ascoltare gli amministratori e i direttori tecnici che si sono succeduti nel tempo, i liquidatori, sindaci e assessori, i responsabili delle strutture tecniche comunali. Il percorso dovrà concludersi con una relazione da presentare al Consiglio comunale e all'opinione pubblica montevarchina e valdarnese.  

martedì 30 maggio 2017

Non giochiamo con la riapertura degli uffici distaccati del Giudice di Pace

"Voterò a favore, ovviamente, ma non posso che essere stupito per la disinvoltura di chi promuove la mozione". Così Fabio Camiciottoli, consigliere di Avanti Montevarchi, ha commentato l'iniziativa dell'ex-sindaco Francesco Grasso per riaprire, in Valdarno, gli uffici del Giudice di pace. "Se oggi il territorio non dispone più di quel presidio e di un utile servizio per i cittadini - ha continuato Camiciottoli - è in larga parte responsabilità di Grasso oltreché degli altri sindaci valdarnesi che non ritennero allora di spendersi per un obbiettivo comune". Dopo aver ricordato che nacque un Comitato e che furono prese molte iniziative anche grazie al lavoro dell'allora consigliere Gianluca Magini, Camiciottoli ha concluso: "Se l'amministrazione Chiassai vorrà spendersi per riaprire la partita con il ministero e riavere l'ufficio del Giudice di pace, restituendo a Montevarchi e al Valdarno un servizio, saremo convintamente dalla sua parte. Non sarà una partita facile convincere quegli stessi sindaci che non aderirono all'epoca al progetto comune. L'importante che sia una partita giocata in trasparenza e sincerità non come quella giocata dalla precedente amministrazione. Inoltre, riterrei utile che da Montevarchi, e per questo invito il sindaco e l'attuale maggioranza ad intraprendere con noi una battaglia per l'istituzione, all'interno del nostro territorio, di un Difensore Civico comprensoriale che potrebbe rappresentare un primo ed importante passo di tutela del cittadino".
Fabio Camiciottoli - Consigliere Comunale Avanti Montevarchi

lunedì 27 marzo 2017

Assemblea PD sulla Sanità con l'Assessore Regionale Saccardi

La legge non è un totem da venerare. La Regione deve ripensare il proprio modello organizzativo. I sindaci del Valdarno abbiano più coraggio e decisione  

Stessa musica di sempre quella suonata ieri sera a San Giovanni  dall’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi nel corso dell’assemblea pubblica organizzata dal PD. Un’assemblea affollata di operatori, esponenti di vari comitati, sindaci, assessori e consiglieri comunali. Due i punti critici della tesi di Saccardi:

La conferma della rigidità della legge regionale in tema di confini amministrativi della aziende e, quindi, dell’ipotesi distretto Valdarno; La mancanza di volontà nel dare piena attuazione alle norme della legge che permettono di integrare servizi pubblici e privati per abbattere le liste d’attesa in diagnostica e specialistica. In sostanza, secondo l’assessore, il distretto unico del Valdarno (con l’integrazione dei due presidi ospedalieri) sarà possibile solo se i comuni in terra d’Arezzo e quelli in terra fiorentina concorderanno di appartenere ad una unica azienda sanitaria. Ciò equivale a dire che i valdarnesi possono scordarsi il distretto unico, l’integrazione ospedaliera e, in futuro, anche qualche servizio. A questa impostazione i due autorevoli sindaci PD intervenuti, hanno saputo o voluto opporre la più semplice delle eccezioni:  La legge regionale non è né può essere un totem da venerare!  Se per zone storicamente e territorialmente omogenee sono opportune e funzionali ai bisogni dei cittadini soluzioni flessibili la legge deve prevederle.    Al netto delle furbate tattico-politiche oggi occorre rilevare che su questo specifico punto la sindaca di Montevarchi Chiassai ha molte ragioni.

Sulle liste di attesa per diagnostica e specialistica Saccardi ha spiegato, tra le altre cose, che si potrà affidare al privato sociale (“alle Misericordie”) qualche funzione. Può darsi che a Firenze e nei comuni fiorentini il privato sociale abbia esperienze e centri efficienti. Altrove queste realtà non esistono e conviene inventariare il privato che esiste per integrarlo nel sistema su base trasparente e non, magari, attraverso contrattazione individualistiche. Su questo l’assessore, esprimendo una visione ideologica non condivisibile, sembra non sentirci. Le ricordiamo volentieri che il diritto alla salute è dei cittadini non delle strutture pubbliche o del privato sociale, non della divisione amministrativa del territorio su criteri opinabili. 


Altri aspetti dovranno essere affrontati e ci impegniamo ad organizzare un dibattito pubblico sulla sanità territoriale. Per ora però è doveroso chiedere al PD e ai sindaci del territorio di rompere il muro di conformismo e mettere in campo il coraggio necessario a riaprire il dibattito.

sabato 5 novembre 2016

Sosteniamo l'iniziativa di Radicali Italiani. Raccolta firme per una legge che regolamenti la cannabis e i suoi derivati.

Legalizzare per sconfiggere il mercato nero e la criminalità che lo gestisce, legalizzare per limitare i danni derivanti dai comportamenti devianti che il mercato nero induce. Prendere atto del fallimento del proibizionismo. Avanti Montevarchi sosterrà l'iniziativa promossa da Radicali Italiani e raccoglierà le firme per la presentazione di una proposta di legge d'iniziativa popolare volta a regolamentare la cannabis e i suoi derivati.


Per le informazioni sull'iniziativa è sufficiente collegarsi al sito www.legalizziamo.it.

Avanti Montevarchi sostiene l'iniziativa di Radicali Italiani.

Per qualsiasi ulteriori informazioni è possibile anche contattare personalmente di Consiglieri Comunali ai seguenti recapiti

Paolo Antonio Ricci 3388878718
Fabio Camiciottoli 3458099012

mercoledì 19 ottobre 2016

Bonifica e Servizi

Nell'intento di effettuare un confronto con la cittadinanza, questa sera il Comune di Montevarchi e il Consorzio di Bonifica Alto Valdarno hanno organizzato un incontro sul nuovo piano di classifica, lo strumento con il quale si determina il pagamento della "tassa sui fossi o borri"

Rimaniamo increduli dall'atteggiamento dell'attuale Amministrazione perchè, invece di rispondere alle nostre sollecitazioni ed aprire un confronto sullo strumento del Consorzio, preferiscono promuovere un'incontro che allo stato delle cose ha poco valore. Intanto è opportuno dire che tale incontro purtroppo avviene dopo che è avvenuto il percorso concertativo con gli Enti e dopo che la Giunta Regionale ha già deliberato il piano.

I processi vanno governati e, più che effettuare appelli ai cittadini a farsi sentire e a partecipare ad un'iniziativa tardiva, crediamo che sarebbe stato più opportuno ed utile che vi fosse stato un percorso Istituzionale per presentare nei tempi giusti delle osservazioni.

Chiediamo che il sindaco illustri le posizioni che il Comune ha assunto negli incontri del 28 giugno e in quello più recente dello scorso 20 settembre in Regione nel quale l'assessore Fratoni  ha convocato per un confronto sul Piano i comuni più importanti della Provincia di Arezzo tra cui Arezzo, Montevarchi, Sansepolcro. Abbiamo l'impressione che l'attuale Sindaco, in continuità con il precedente, non abbia partecipato all'incontro e non abbia effettuato le dovute azioni di controllo per evitare che ai contribuenti di Montevarchi che abitano od operino nelle aree urbane possa in futuro aumentare il tributo.

E' bene precisare che l'iter di approvazione del piano è iniziato quando l'attuale Amministrazione era in carica. Il sindaco è opportuno che si assuma le proprie responsabilità ed eviti, come al solito, di addossare la colpa alle precedenti Amministrazioni, perchè insieme ai tanti sindaci di centro destra che governano nella nostra provincia non è riuscita ad effettuare azioni incisive per rispondere alle sollecitazioni che vengono dagli operatori e dalla cittadinanza.

Se è in grado l'attuale maggioranza si deve far carico di monitorare e pretendere che nella gestione del Consorzio vi sia trasparenza e che gli interventi ricadenti nei nostri bacini idrografici siano commisurati a quanto viene sborsato dai contribuenti. Occorrre in poche parole che il Consorzio debba essere un volano per i nostri operatori e non un mero "incassatore" di risorse.


Gruppo Consiliare Avanti Montevarchi
Paolo Antonio Ricci – Capogruppo

Fabio Camiciottoli 

mercoledì 15 giugno 2016

Ringraziamenti

La lista Avanti Montevarchi desidera ringraziare i tanti cittadini che le hanno dato fiducia al primo turno elettorale del 5 giugno scorso.
Aver ottenuto il 10% dei voti e, in caso di vittoria di Paolo Ricci, l'elezione a consigliere di tre nostri candidati è per noi motivo di grande soddisfazione, così come aver superato anche partiti di levatura nazionale dello schieramento di centrodestra.
Abbiamo cercato ed ottenuto i nostri voti uno ad uno, parlando faccia a faccia con i cittadini, ascoltandone le istanze, accettando il confronto sulle loro critiche e raccogliendone quindi la fiducia per il progetto di Cambiamento che vorremmo dare al Centrosinistra di Montevarchi.
Abbiamo la consapevolezza che chi ci ha votato ha voluto scegliere le persone ed un chiaro progetto di rinnovamento. E soprattutto, i cittadini hanno voluto scegliere persone che vivono ed operano da sempre a Montevarchi e la conoscono a fondo.
Non sono solo parole.
La riprova è nei numeri: infatti, i candidati della coalizione di centrodestra hanno ottenuto la preferenza solo di un elettore su due, mentre quasi otto montevarchini su dieci hanno accordato la loro preferenza alle persone che si sono candidate a sostegno di Paolo Ricci.
È il segno di un cambiamento in atto.
Un cambiamento che non passa dalla vuota protesta e dall'urlo, ma dallo spirito di osservazione, dalla critica, dalla collaborazione e dalla costante costruzione di un rapporto di fiducia reciproca.
I cittadini di Montevarchi ci hanno votato perché si fidano di persone che conoscono e che quotidianamente potranno incontrare o contattare. Si fidano di quei montevarchini, consiglieri uscenti, che si sono candidati nella nostra lista raccogliendo oggi più voti rispetto al 2011, perché in questi cinque anni hanno sempre operato in modo netto, trasparente, alla luce del sole. Si fidano di persone che, provenienti dalla società civile, si sono riconosciute ed unite in un progetto serio e valido per il futuro della città, che muove dal rispetto delle regole e dal decoro per rivolgersi allo sviluppo economico, al miglioramento dei servizi, all'incremento dell'occupazione ed alla qualità della vita delle famiglie.
Si fidano perché vogliamo una nuova fase politico-amministrativa che sappia svincolarsi da vecchi schemi, logiche e persone che oggi, avendo fatto il loro tempo, rappresentano un peso per lo sviluppo. Il mandato avuto dai cittadini è chiaro e la via da seguire per attuarlo passa da un serio ed efficace rinnovamento della classe politica cittadina.

In occasione del ballottaggio del 19 giugno chiediamo quindi ai Montevarchini di completare il cambiamento in atto, scegliendo nella persona di Paolo Ricci il sindaco per i prossimi cinque anni. Un montevarchino, di Montevarchi, che ha saputo dire di no ad apparentamenti e non si nasconde dietro a sigle e siglette coniate per l'occasione elettorale e per cavalcare un facile malcontento.
IL 19 GIUGNO VOTA COSÌ:

sabato 8 marzo 2014

LA BIBILIOTECA E LA GINESTRA: ALCUNE PRECISAZIONI DOVEROSE!

Camiciottoli: “Cambiare passo per il bene di Montevarchi forse si può”

Forse l’attuale segretario comunale del Partito Democratico in campagna elettorale era troppo impegnato nella ricerca delle preferenze che si è dimenticato di leggere il programma con il quale abbiamo chiesto la fiducia degli elettori. Un programma nel quale vi era scritto chiaramente che non era opportuno trasferire l’attuale biblioteca.

Coerentemente, continuiamo a ribadire i nostri dubbi rispetto ad un’operazione che non riteniamo prioritaria per il paese. Anzi adesso più di prima siamo convinti che sia un errore perché, oltre ad impoverire ulteriormente il centro storico, crea i presupposti per un aumento dei costi di gestione dei quali non è al momento chiara l’entità.

Non vorremmo che per gestire la nuova struttura occorra aumentare le già esose tasse comunali o distogliere risorse ad altre importanti realtà culturali. Occorre ricordare al segretario del PD che vi erano tutte le possibilità di rivisitare il progetto PIUSS. Peraltro quello attualmente in corso è molto diverso da quello che a suo tempo fu pensato e ratificato. Un progetto, nato in un contesto economico diverso che, tra le mille difficoltà e le poco chiare scelte attuate, sta perdendo il suo valore iniziale. A testimonianza di ciò preme evidenziare, ad esempio, che i lavori del centro storico avrebbero avuto un valore strategico ed ambientale se invece di rimuovere e rifare solamente la pavimentazione stradale si fossero ammodernati e sostituiti i servizi tecnologici allocati sotto quelle strade risistemate. Purtroppo Sindaco, Giunta hanno preferito fare come gli struzzi e andare avanti testardamente senza riflettere sul senso del proprio agire.

Invitiamo il segretario comunale del PD, prima di tirare in ballo i socialisti, a chiedere a il sindaco e agli assessori di fare chiarezza rispetto ai tanti interrogativi posti oramai da alcuni mesi (vedi consiglio del 29/11/2013), dai consiglieri. Sarebbe utile, corretto ed etico politicamente che venissero date in modo trasparente e a tal senso ci adopereremo affinché ciò accada quanto prima e possano essere quindi date risposte anche ai nostri interrogativi: 
  1. Di rendere trasparente il dettaglio esaustivo delle limitazioni d’uso (sia in termini di numero di persone accoglibili per piano sia in termini di patrimonio librario allocabile sui singoli piani degli scaffali presenti) che sono state introdotte per garantire che nei locali dove non è possibile avere un sovraccarico maggiore di 300 Kg/mq siano rispettate tali prescrizioni.
  2. Quali procedure operative hanno previsto ed impartito agli operatori affinché, al contempo, siano consapevoli delle problematiche e vengano mantenuti nel tempo gli standard di sicurezza di un carico massimo sui solai di 300 kg/mq.
Un’ultima esortazione all’amico segretario del PD: Luca stai sereno rispetto alle alleanze future. Potranno farsi solo a partire da un programma fatto di minori tasse e tributi su famiglie ed imprese, sulla efficacia ed efficienza degli apparati burocratici per migliorare i servizi ai cittadini. Sulla trasparenza assoluta a partire dagli appalti ed incarichi e sulla gestione delle aziende pubbliche. Sulla profonda revisione dello strumento urbanistico. Sulla necessità che Montevarchi riassuma il suo ruolo di capofila negli organi sovracomunali a partire dalla conferenza dei Sindaci per la sanità. Tutti argomenti che evidentemente, l’attuale Giunta non ha ancora trovato dei manuali nel percorso di formazione individuale e collettiva che segue.

Fabio Camiciottoli                                                                                              Socialisti Montevarchi

Capogruppo Democratici e Progressisti

venerdì 31 gennaio 2014

Un Presidente di garanzia per far funzionare meglio il Comune

Cambiare passo per il bene di Montevarchi

“Sarebbe utile migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro del Consiglio comunale per rendere migliore anche il lavoro istituzionale della Giunta che non brilla per efficacia e linearità. Per farlo ci vuole, intanto, una Presidente del Consiglio forte, autorevole e consapevole del suo ruolo di garante”. In vista del rinnovo della carica di vertice del parlamentino di Montevarchi, previsto per la settimana prossima, il capogruppo dei Democratici e Progressisti Fabio Camiciottoli fa il punto della situazione e lancia, a gruppi consiliari e partiti, una proposta. “Nei due anni e mezzo trascorsi dall’insediamento del nuovo Consiglio comunale si sono evidenziate forti criticità di gestione che hanno reso difficili i rapporti tra maggioranza e minoranza e, soprattutto, resi caotici i lavori. Criticità nella trasmissione degli atti, nella gestione del loro iter e finanche nella loro sostanza. La legge affida al Consiglio il ruolo d’indirizzo e di controllo sull’operato della Giunta. In questi anni è stato difficile esercitare sia l’uno sia l’altro anche per la mancanza del garante. Cogliamo allora l’occasione del rinnovo per cambiare passo a favore della città”. Camiciottoli esclude in partenza che si possa arrivare a un vero e proprio accordo istituzionale e al coinvolgimento diretto delle minoranze. “Non chiediamo che il nuovo Presidente sia espressione delle minoranze ma siamo disposti a votare a favore per un candidato di maggioranza che sappia svolgere quel ruolo di garanzia che legge e ragione esigono. Montevarchi ha solo da guadagnare da scelte che puntino a valorizzare sensibilità istituzionale, competenze e passione”. Il capogruppo dei Democratici e Progressisti non appare tuttavia ottimista sull’impatto della sua proposta. “Abbiamo già avanzato la nostra idea ai gruppi consiliari di maggioranza e anche ai partiti di riferimento e, al netto del riconoscimento di esistenza del problema, non riusciamo a capire quali orientamenti intendano assumere. Il tempo stringe e a tutti, a partire dal PD, sembra piacere quell’arte del rimandare e non decidere. Proprio il PD, anzi, fra rinnovatori a mezzo servizio e vestali dell’esistente, sembra il rebus più contorto”.

domenica 5 gennaio 2014

Giudice di Pace in Valdarno

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Apprendiamo con soddisfazione che anche il Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini nell’ultima seduta, tenutasi prima delle feste natalizie, ha discusso ed approvato la mozione che avvia un serio percorso politico per il mantenimento di una sezione distaccata del Giudice di Pace.

Crediamo che la difesa dei servizi territoriali di competenza statale erogati in un territorio  sia una battaglia che l'intera classe politica locale, a prescindere dall'appartenenza politica e dai ruoli, non solo debba essere perseguita in modo compatto, ma si debba ricercare in uno spirito di condivisione e nella massima trasparenza sinergie tra i Comuni della Vallata per il loro possibile mantenimento. Siamo convinti che riuscire a preservare una sede distaccata del Giudice di Pace non sia solo un grande beneficio che mettiamo a disposizione più che degli operatori, come alcune volte è stato fatto credere, ma di tutti i cittadini ma dimostri la capacità di un territorio e dei suoi Amministratori di tutelare importanti servizi sovracomunali.  Con questo spirito abbiamo votato l'atto in Consiglio Comunale a Montevarchi ed invitiamo tutto il Consiglio Comunale di San Giovanni a far propia la mozione in discussione nella seduta di martedì prossimo. A tal proposito avremmo auspicato che non solo la maggioranza di Terannuova, che ringraziamo pubblicamente, ma anche l'opposizione avesse ratificato quell'atto come avvenne, giustamente, in Consiglio Comunale.


Per quanto ci riguarda martedì prossimo, al rientro dalle festività natalizie, solleciteremo il Sindaco e la presidenza del Consiglio del Comune di Montevarchi affinché promuovano le più opportune azioni per avviare quel confrontro tra i gruppi consiliari presenti all’interno dei tre Comuni principali della vallata richiesto con l'approvazione dell'atto votato lo scorso 29 novembre. Come abbiamo evidenziato in sede di dibattito consiliare riteniamo che questo confronto per verificare la possibilità di individuare le sinergie per mantenere il presidio debba avvenire con il coinvolgimento sia con l’associazione degli avvocati del Valdarno sia con le parti sociali che ripetiamo "secondo noi sono le vere beneficiarie del mantenimento di tale istituto".

I Gruppi Consiliari del Comune di Montevarchi

Impresa ed Innovazione
Democratici e Progressisti

martedì 26 novembre 2013

Opache trasparenze sulla gestione della nuova biblioteca

La nuova biblioteca sta per essere aperta, viene annunciata l'apertura contestuale di un Centro Culturale denominato Fabbrica della Conoscenza, e veniamo a conoscenza, tramite una comunicazione ufficiale di un membro del Consiglio della Biblioteca, che il Consiglio stesso non è stato più convocato dal giugno scorso, nonostante vari membri avessero richiesto esplicitamente che fosse riunito proprio per affrontare temi urgenti come il trasloco alla nuova sede, la campagna di sensibilizzazione e promozione della nuova biblioteca, il tema degli orari di apertura e della gestione di tutto il sistema e la questione della sicurezza statica dopo che era emersa la difformità del progetto rispetto a delle prescrizioni contenute nel collaudo della struttura.
Non conosciamo i motivi di quello che si configura come un'evidente azione di ostruzionismo da parte del presidente del Consiglio della Biblioteca, come non conosciamo ancora il piano di costi e di gestione dei nuovi servizi della nuova struttura, più volte richiesti alla Giunta ed all'Assessore alla Cultura, e che ci auguriamo saranno forniti finalmente nella prossima seduta del Consiglio Comunale in forma di risposta alla nostra ennesima interrogazione.

Non si può parlare soltanto di trasparenza nei convegni e nei seminari: la trasparenza amministrativa è un metodo di governo che probabilmente questa amministrazione ancora non ha pienamente recepito.

Si prenda proprio il caso del nuovo Centro Culturale della Ginestra: tutti ci auguriamo a questo punto, visti gli importi che sono stati investiti, che la Nuova Biblioteca diventi davvero un centro di aggregazione culturale per tutto il territorio. A tal proposito, ci sarebbe piaciuto conoscere il numero degli attuali frequentatori della biblioteca, il tasso di prestito librario ed altri indicatori che, siamo convinti, l'Amministrazione e l'ufficio cultura hanno e che farebbero bene a pubblicare, o se sono già pubblicati all'interno del sito istituzionale a bene indicare, per poterli così confrontare il prossimo anno con quelli generati dal nuovo Centro. Il Consiglio della Biblioteca ha questi numeri? Esiste un rapporto che indica come e con quali azioni si intenda promuovere e favorire la partecipazione di famiglie, scuole, bambini ecc. ecc. alle nuove opportunità offerte della Nuova Biblioteca?

A quanto abbiamo visto nel corso della presentazione della Nuova Biblioteca lo scorso Martedì 19, gli oltre 300.000 euro spesi negli ultimi anni nella promozione di eventi allo scopo di creare una nuova identità alla Ginestra a conti fatti hanno generato soltanto un'associazione.

Alla presentazione di un Centro Culturale che ha l'ambizione di essere il luogo dove far convivere, di nuovo: giovani, bambini, famiglie, associazioni, studenti, artisti e cittadini, erano presenti in pratica solo gran parte degli attuali utilizzatori, alcuni responsabili del personale e pochi altri. Non abbiamo visto, purtroppo, la società civile, quella comunità che dovrà animare la Ginestra nel prossimo futuro.

Per questo crediamo che la priorità sia informare e rendere partecipi i cittadini circa i piani di studio delle politiche del nuovo Centro, con cifre scritte nero su bianco, illustrare i piani di gestione e dei costi, dare comunicazioni agli organi di controllo puntuali e tempestive, rispondere alle interrogazioni contestuali o al massimo entro 30 giorni come da termini di legge, ottemperare senza indugi alle impegnative votate al Consiglio Comunale: questa è trasparenza, questo è il minimo sindacale per una giunta che si definisce di sinistra e progressista.
Dal confronto costruttivo e dalla trasparenza delle azioni tutti ne trarranno benefici: per questo invitiamo il sindaco, l’assessore e la maggioranza ad avviare un confronto a tutto tondo per dare a questo progetto la possibilità di avere un futuro.

venerdì 15 novembre 2013

E' ancora possibile mantenere un Giudice di Pace in Valdarno?

Il grido d’allarme lanciato, nei giorni scorsi, dall’Associazione degli Avvocati del Valdarno intorno alla possibile chiusura degli Uffici del Giudice di Pace che avviene dopo la soppressione della sezione del tribunale di Montevarchi non può che essere ascoltato.
Crediamo che la politica non debba rimanere silente rispetto alle sollecitazioni che arrivano dallassociazione degli avvocati  perché, con la difesa degli uffici del Giudice di Pace, non solo difendiamo un servizio di primaria importanza, ma rivendichiamo lesigenza che nel nostro territorio siano preservate quelle strutture che erogano servizi di stretta competenza statale. Non possiamo, in segno di fantomatiche razionalizzazioni e non certificati risparmi, accettare che il Valdarno sia impoverito di ulteriori servizi.
Riteniamo che l’appello degli avvocati valdarnesi debba essere recepito dalle Istituzioni Locali e siamo convinti che, per mantenere almeno una sede del Giudice di Pace, occorra fare di tutto, compreso contribuire con risorse derivanti dai bilanci dei nostri Enti. Intorno a questo tema ed in generale tutti quelli che riguardano la qualità e la quantità di servizi erogati ai cittadini sentiamo, inoltre, lesigenza che vi sia un dibattito ed un confronto tra tutte le forze presenti all’interno delle Istituzioni dei maggiori centri del nostro territorio perché il tutto non deve rimanere all’interno delle stanze dei primi cittadini.
Noi siamo convinti che, nei prossimi anni, il Giudice di Pace dovrà svolgere nuove ed ulteriori funzioni nel campo giudiziario ed è per questo che siamo pronti, con gli strumenti dindirizzo e controllo che ci competono come Consiglieri Comunali, ad unirci nella lotta portata avanti dagli avvocati Valdarnesi.
Con questo spirito i consiglieri comunali Fabio Camiciottoli, Mauro Buffoni e Flavio Nardi del Gruppo Democratici e Progressisti di Montevarchi, Francesco Carbini del Gruppo Consiliare Cresce San Giovanni , Samuele Falsetti e Simona Pesci del Gruppo Centro Sinistra per Terranuova hanno condiviso una mozione che porteranno all’attenzione dei rispettivi Consigli Comunali.
Ci auguriamo che la nostra mozione possa trovare consenso unanime e che si possa, partendo dalla difesa degli Uffici del Giudice di Pace,  avviare una nuova stagione dove i servizi territoriali siano difesi collegialmente e con più partecipazione fuori da strette logiche di campanile.

Alla presente si allega testo della mozione che verrà presentato.

OGGETTO: AZIONE CONGIUNTA PER IL MANTENIMENTO DEGLI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE

PREMESSO CHE

con la chiusura della sede distaccata del tribunale di Montevarchi, avvenuta nel corso del mese di settembre, nel Valdarno, salvo future ed auspicabili modiche legislative in merito all’organizzazione della Giustizia, è venuto meno un importante presidio territoriale e un rilevante servizio
con il decreto legislativo n. 156/2012  si sopprime 667 uffici del giudice di pace, su un totale di 846 uffici. Resteranno in funzione 178 uffici, di cui 134 presso sedi circondariali e 44 presso sedi non più facenti capo ad un circondario di tribunale.
allo stato attuale nel nostro territorio sono presenti due uffici del Giudice di Pace ubicati rispettivamente a Montevarchi e a San Giovanni Valdarno che, stante alle normative attualmente in vigore, sono destinati ad essere chiusi il 30 aprile del 2014.
gli Enti locali del nostro territorio (il Valdarno), in base all’ordinamento attuale, avrebbero la possibilità, accorpando le due strutture presenti e facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio di giustizia, di mantenere e preservare un Ufficio del Giudice di Pace nel nostro comprensorio del Valdarno.

RICORDATO CHE

sia i sindaci dei centri più importanti del Valdarno aretino sia alcuni consiglieri regionali della Vallata si sono spesi pubblicamente, anche se purtroppo il Consiglio Regionale non ha approvato la proposta di referendum abrogativo in merito alla legge Severino (a causa dell’astensione della maggioranza), per il mantenimento degli uffici giudiziari periferici.
nei mesi scorsi molti Consigli Comunali della vallata hanno licenziato importanti atti per la salvaguardia della Giustizia di prossimità ed il mantenimento dei servizi giudiziari erogati nel nostro territorio.

CONSIDERATO CHE


gli Enti Locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace tuttora esistenti con competenza sui rispettivi territori di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale loro accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che dovrà essere messo a disposizione dagli Enti medesimi con il solo obbligo finanziario da parte del Ministero di procedere alla loro formazione. Il Ministero di Grazia e Giustizia, valutata la rispondenza delle richieste e degli impegni pervenuti, apporta con proprio Decreto la conseguente modifica alla Tabella degli uffici del Giudice di Pace oggetto di soppressione. Qualora l’Ente o gli Enti locali consorziati non rispettino gli impegni presi relativi al personale amministrativo e alle spese, per un periodo superiore a un anno, il relativo ufficio del Giudice di Pace verrà conseguentemente e definitivamente soppresso.
è da ritenersi strategico, anche per le trasformazioni in atto nel campo giudiziario, far sì che i sindaci del Valdarno (espressione tutti di un unico partito) promuovano azioni comuni che permettano di mantenere una sede distaccata del Giudice di Pace perché nei prossimi anni potrebbero essere attribuite, a tali figure, nuove ed ulteriori funzioni.
contro la soppressione degli uffici del Giudice di Pace si è espressa, nei giorni scorsi l’associazione valdarnese degli avvocati. L’associazione ha dichiarato che dopo la soppressione della sezione del tribunale, a Montevarchi occorrerebbe, almeno, continuare a mantenere l'ufficio del giudice di pace ed ha invitato le amministrazioni comunali ad effettuare una scelta condivisa e a reperire risorse per mantenere un presidio di Giustizia in Valdarno. Infine ha dichiarato che è pronta ad affiancare i Comuni in questa battaglia.
la Conferenza dei Sindaci del Valdarno, organismo già in essere, composta da tutti i Comuni della vallata, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi o in un’unica sede, ivi incluso il fabbisogno di personale, potrebbero garantire la presenza di almeno un Ufficio del Giudice di Pace;
le Amministrazioni Comunali del nostro territorio diano prova di voler affrontare la problematica in un’ottica  territoriale

RITENUTO 

opportuno e necessario, per gli scriventi firmatari della presente mozione, che i circa 100 mila abitanti del nostro territorio abbiano almeno a disposizione un ufficio del Giudice di Pace.

Tutto ciò premesso e considerato, lo scrivente Consigliere Comunale,

IMPEGNA IL SINDACO

con uno specifico mandato ad attivarsi per mantenere in Valdarno la presenza di un ufficio del Giudice di Pace da perseguire, intraprendendo un’azione nei confronti della Conferenza dei Sindaci ed in generale verso tutti i primi cittadini del nostro territorio per trovare le forme per mantenere quest’importante servizio e presidio.

IMPEGNA ALTRESI’ IL SINDACO ED IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

ad attivarsi affinché possa essere indetta, tra i tre principali Comuni del nostro territorio (Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini), una conferenza Capigruppo congiunta nella quale possano essere individuate, da tutti i soggetti Istituzionali e non solo dai Sindaci, le più opportune iniziative per trovare le modalità per mantenere un servizio così importante.

martedì 12 novembre 2013

Riusciranno i funzionari del Genio Civile ad ottenere risposte dalla maggioranza silenziosa del Comune di Montevarchi?

Come annunciato nel corso del dibattito Consiliare sulla mozione inerente la nuova biblioteca (discussione avvenuta nella seduta dello scorso 11 luglio) il gruppo dei Democratici e Progressisti, insieme ad alcuni cittadini, ha presentato un esposto al Genio Civile riguardo le criticità emerse in merito alla questione della sicurezza statica della Nuova Biblioteca alla Ginestra.

Sulla questione, l'amministrazione si era dimostrata per niente disponibile a chiarire nel merito gli aspetti e i dubbi sollevati dai Consiglieri Comunali riguardo alla sicurezza statica ed alla dislocazione delle strutture ai piani primo e secondo della Nuova Biblioteca.

É di questi giorni la risposta del Genio Civile, che alleghiamo in calce. Una lettera nella quale, a seguito di un sopralluogo effettuato lo scorso 16 ottobre, si chiede all'amministrazione di fornire una serie di chiarimenti in merito alle verifiche statiche effettuate rispetto alle normative in vigore. Con tale lettera di fatto sono confermati i nostri dubbi e la necessità di approfondimento e di chiarezza.
Ci auguriamo che, questa volta, di fronte alla richiesta di un'autoritá come quella del Genio Civile, l'Amministrazione si adoperi per rispondere al piú presto fornendo i chiarimenti richiesti.
Da parte nostra, come Gruppo dei Democratici e Progressisti, chiederemo conto nella prossima seduta del Consiglio se e come é stato risposto alle questioni poste dal Genio, e di aggiornare la cittadinanza sulle previsioni riguardo l'apertura della nuova Biblioteca e sulla sua gestione. Vorremmo sottolineare che questo non é che uno dei tanti episodi in cui la Giunta e la maggioranza che governa Montevarchi hanno disatteso, nei fatti, i piú elementari principi di trasparenza istituzionale. Non avremmo mai immaginato di dover ricorrere ad esposti e carte bollate per vedere rispettato un principio fondamentale come quello della trasparenza.
Un'amministrazione che si appresta a celebrare in un convegno il prossimo 22 novembre il nuovo sito del Comune al centro del quale - si dice - sono posti proprio la trasparenza ed i social network, nei fatti non risponde alle domande, legittime ed elementari, che l'opposizione pone ad ogni seduta proprio su argomenti che sono fondamentali per un'amministrazione che si dica trasparente non solo a parole, garantendo così chiarezza rispetto alle scelte e ai progetti di questa Giunta; purtroppo queste domande cadono quasi sempre o nel vuoto, o nel dimenticatoio.

Ad esempio, sono più di due anni che chiediamo un business plan sui costi di gestione della Nuova Biblioteca, documento che un’amministrazione previdente avrebbe dovuto preparare prima del progetto esecutivo e non dopo, ed ancora siamo senza risposta. Nel corso del dibattito su questo tema, avevamo fatto anche approvare il 14 luglio scorso una risoluzione nella quale si “Impegnava il Sindaco a concordare con il presidente della Commissione 1 (bilancio) ed il presidente della Commissione 3 (cultura) una seduta congiunta, entro le ferie estive ... per la presentazione del progetto esecutivo di gestione del Centro Culturale”. Le ferie estive sono passate, fra un po’ ci saranno quelle di Natale, ed ancora non è stato comunicato niente. Come sono due anni che attendiamo uno straccio di piano operativo basato su numeri effettivi, sulla gestione della Farmacia Comunale e sulle strategie che si intendono attuare per risanarla, ed anche su questo tema, nessuna risposta.
Proveremo dunque a postare queste domande sul profilo Facebook del Comune, confidando che qualcuno dell'amministrazione si degni di rispondere.
Sperando che, su Facebook, i cittadini siano meno distratti e si accorgano di come si stanno operando, da parte di questa Amministrazione, scelte che, nel prossimo futuro, porteranno ad un'inevitabile aumento di imposte.

Il gruppo consiliare


venerdì 11 ottobre 2013

I sindaci del Valdarno diano prova di collegialità andando oltre i campanilismi per salvaguardare la presenza del Giudice di Pace

Purtroppo la sede del tribunale di Montevarchi è stata definitivamente chiusa ed a nulla son valse le numerose proteste di sindaci ed esponenti politici locali. Purtroppo anche la Regione Toscana, o meglio il Consiglio Regionale Toscano, non ha ritenuto opportuno, a differenza di altre cinque Regioni, perseguire la strada del referendum abrogativo della legge Severino confermando, di fatto, le azioni intraprese da molti sindaci e, come nel caso del tribunale di Montevarchi, anche di un Consigliere Regionale. Con la riforma in atto adesso si profila anche la chiusura dei due uffici del Giudice di Pace presenti nel Valdarno (ubicati a Montevarchi ed a San Giovanni) se il territorio non riesce, mettendo da una parte i campanilismi, ad individuare un’unica sede e a contribuire alla copertura delle spese di funzionamento.
Il mantenimento in Valdarno di un presidio del Giudice di Pace deve essere un obiettivo da perseguire perché sicuramente, nel prossimo futuro, a tali istituti verranno attribuiti funzioni e compiti di primaria importanza tanto da poter svolgere funzioni di “giustizia di prossimità”. Con questa consapevolezza credo che i sindaci del Valdarno diano finalmente dimostrazione di collegialità effettuando una scelta chiara e condivisa per non farsi trovare nuovamente impreparati e per evitare di gridare in futuro allo scandalo. I sindaci del Valdarno, facendo pure parte del medesimo partito che è a capo della provincia, della regione e, seppur in coabitazione, del governo nazionale, riusciranno a trovare una quadra mettendo da parte i campanilismi per accordarsi sulla scelta migliore per la comunità valdarnese nel suo complesso?
Con questa consapevolezza abbiamo presentato, al sindaco F.M. Grasso nello scorso Consiglio del 30, un’interrogazione a risposta scritta alla quale speriamo vivamente che il Sindaco non solo dia risposta ma persegua la salvaguardia di un presidio del Giudice di Pace.
Siamo certi che imporrà il tema ai suoi colleghi di partito e di amministrazione, dato che nel Valdarno e nel Partito Democratico è un protagonista e non un comprimario.



Fabio Camiciottoli

sabato 5 ottobre 2013

Qualche domanda a FM Grasso in merito alla ristrutturazione della A.F. Montevarchi

Lunedì sera il Consiglio Comunale  ha confermato il piano di risanamento elaborato dal CdA della Azienda Farmaceutica; una conferma data evidentemente sulla fiducia, visto che, ad eccezione  della riduzione di personale e della conversione del leasing in mutuo,  nessuno conosce i dettagli operativi e le linee guida del piano, tanto è vero che alcuni Consiglieri di maggioranza, per onestà intellettuale, si sono rifiutati di votarlo ritenendo insufficienti gli elementi forniti dal CdA. Non vorremmo pensare che tale documento non esista e che quindi le scelte attuali siano state improvvisate, non studiate e figlie dell’esigenza del momento o peggio ancora di scelte arbitrarie ed unilaterali  del CdA.
A tale proposito, quale elemento di trasparenza, il presidente del CdA dovrebbe pubblicamente rispondere a questi quesiti, che saranno sicuramente presenti o facilmente deducibili dal piano di risanamento elaborato dal CdA stesso:
  • Dopo aver deciso di non rinnovare i contratti a termine perché onerosi, riducendo di fatto il personale da 22 a 16 unità, il CdA ha puntato su nuove assunzioni per il progetto celiaci che doveva far crescere il fatturato. Che risultati ha prodotto questa decisione?
  • Si ha un prospetto di vendite, con relativo dettaglio costi/ricavi, del settore celiachia?
  • Quali sono i rendimenti attesi, in termine di utile operativo, dei vari punti vendita, previsti per l’anno in corso e per l’anno 2014?
  • Si conosce la serie storica dei costi relativi all’acquisto del venduto, soprattutto per gli anni 2011, 2012 e 2013?
  • Non è chiaro, dopo la recente riduzione del personale, quale sarà il nuovo organigramma del personale. Saranno confermati, o prorogati i contratti a tempo determinato? Sono previste ulteriori riduzioni di personale o nuove assunzioni nei prossimi 12 mesi?
  • E’ vero che nel 2012 il CdA aveva consegnato alla Commissione Consiliare un prospetto di chiusura di bilancio in attivo?
  • Quali sono gli eventi che hanno determinato invece una perdita di 95 mila euro?
  • Quali azioni sono state intraprese per la vendita dell’immobile ex sede della farmacia oltre all’apposizione di un anonimo cartello “vendesi” sulla facciata?
  • Pensate di rimodulare la determinazione del canone di Servizio sull’esempio con cui è stato determinato dal Comune di Terranuova?
  • E’ vero che il passaggio da leasing a mutuo del contratto per l’acquisto della nuova sede è costato più di 100.000 euro di penali? Che scadenza ha il mutuo?
  • Con quali risorse si pensa di coprire le perdite degli ultimi tre anni?
  • E’ stata presa in considerazione la vendita di una quota al Comune di Terranuova nell’ottica di pareggiare le perdite pari a circa 450.000 euro?
  • A quanto ammontano le spese per le Consulenze esterne?
Noi riteniamo che l’interesse dei cittadini sia tutelato da una farmacia comunale pubblica che riesca a calmierare i prezzi, dare opportunità e agevolazioni alle persone meno abbienti, effettuare servizi migliori da un punto di vista quantitativo e qualitativo. In quest’ottica occorrerebbe che il CdA, oltre a rispondere personalmente alle domande che abbiamo elencato, esponesse pubblicamente o in sede istituzionale le politiche di risanamento adottate, supportate dai numeri che aiutino a valutare il peso delle eventuali migliorie introdotte. Vorremmo ricordare  che le società partecipate non sono un corpo estraneo all’Amministrazione: la Farmacia è un patrimonio del Comune e di tutti i cittadini e la sua vita amministrativa e le linee strategiche operative devono essere orientate alla massima trasparenza,  perché non è solo cosa della maggioranza, ma un bene comune che deve essere tutelato e preservato con la  massima attenzione.


Il gruppo consiliare

                                               

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