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venerdì 10 settembre 2021

AVANTI MONTEVARCHI – EUROPA VERDE: Pragmatismo, idee e competenze per una Montevarchi di tutti e per tutti


Pragmatismo e competenze, idee innovative e lavoro per obbiettivi, verifica costante dei risultati insieme ai cittadini per fare di Montevarchi una città di tutti e per tutti. Una città delle opportunità e della solidarietà.
 

Questo il contributo che AVANTI MONTEVARCHI – EUROPA VERDE intende portare alla coalizione di Luca Canonici e al futuro governo cittadino. 

Lavoreremo su molti punti tematici perché c’è bisogno dopo un quinquennio di governo improvvisato e dilettantesco di dare una svolta decisa all’azione di Palazzo Varchi. 

Se occuparci di ambiente, di energie alternative e mobilità sostenibile, di rendere efficiente la raccolta dei rifiuti o di imporre l’idea del consumo zero di suolo  puntando al recupero del patrimonio esistente, fa parte del nostro DNA, intendiamo lavorare per la semplificazione delle normative comunali e la massima trasparenza nel funzionamento degli uffici, vogliamo aiutare i cittadini consumatori a difendere i propri diritti contro le grandi  aziende pubbliche e private e anche nei confronti del Comune stesso. Vogliamo, con forza, che nei prossimi mesi e con l’arrivo dei soldi europei, Regione Toscana rafforzi l’Ospedale della Gruccia,  qualificandolo ulteriormente, e investa nella sanità territoriale e nell’assistenza verso le fragilità che ci sono nella popolazione e nelle famiglie. Nelle politiche a favore delle opportunità per le donne. Così come vogliamo che siano messe in agenda le opere infrastrutturali che permettano di migliorare il traffico cittadino e di vallata. Siamo favorevoli ad un marketing territoriale costante e proficuo che attiri investimenti e turisti e permetta a tutto il tessuto economico di averne dei benefici. Crediamo nella sussidiarietà e nella necessità d’integrare appieno il privato no-profit nelle politiche sociali e culturali, di avere comunque attenzione per ogni iniziativa privata che arricchisca le opportunità per i cittadini. Per avere maggiori possibilità di successo siamo convinti che occorra rilanciare l’idea di una Valdarno che si muove concordemente.  Dobbiamo porre fine ad un periodo nel quale, per obbiettivi personali, si sono aperti conflitti con tutti senza averne benefici. 

Contiamo su un gruppo di lavoro competente e abbiamo dato vita ad una lista rappresentativa. Otto uomini e otto donne, studenti e insegnanti, dipendenti pubblici e privati, medici e operatori sanitari, professionisti e operai, tutti convinti di dare un contributo positivo allo sviluppo della città. 

Nella migliore tradizione di AVANTI MONTEVARCHI: senza timori anche nei confronti della propria coalizione ponendo fine anche all’ultimo triste periodo di maggioranze incapaci di indirizzare e controllare la propria giunta così come vorrebbe la Legge.

sabato 6 marzo 2021

Amministrative 2021: Al lavoro per la Montevarchi del futuro

Rinviate all’autunno le elezioni amministrative è comunque l’ora, Montevarchi, di valutare l'operato della Giunta Chiassai Martini e di proporre un’alternativa alla città.

Per cinque anni ci siamo sforzati di essere responsabili, criticando quello che ritenevamo sbagliato e proponendo soluzioni più efficaci.

Ci siamo scontrati con un muro di arroganza e supponenza, anche quando la Sindaca ha poi dovuto adottare i nostri consigli. Naturalmente, tra un selfie e un altro, mancando di riconoscerci la paternità. Ci siamo sentiti ripetere, come un disco rotto, che eravamo co-responsabili di 70 anni di nulla e, contemporaneamente, esaltare le “tante eccellenze” della città (il Palazzo del Podestà, il Museo Paleontologico e il Cassero tra le altre), come se fossero opera dei marziani. Segno di una voluta disinformazione propagandistica, della ricerca continua di uno scontro ideologico e della volontà di oscurare i propri insuccessi.

Il nostro giudizio su Chiassai Martini e la sua maggioranza è dunque profondamente negativo. Completamente mancanti di una visione della città e delle sue necessità, hanno isolato Montevarchi dal suo ambito territoriale (il Valdarno) estraniandola dalle dinamiche di vallata e conducendo spesso battaglie d’immagine personale e fuori da ogni seria azione per programmare e condividere il futuro in settori determinanti quali le infrastrutture, l’organizzazione sanitaria, il marketing territoriale. Carenti di un progetto di crescita e sviluppo, hanno condotto, per cinque anni, azioni episodiche e frammentarie senza riuscire a lasciare un segno in nessuno ambito delle competenze affidate all’amministrazione cittadina.

Poco o nulla del loro programma elettorale presentato nel 2016 ha trovato attuazione nel corso della consiliatura. Punto per punto, nelle prossime settimane, argomenteremo le nostre ragioni e le nostre idee per il futuro. Di fronte ad un quinquennio fallimentare, capace di alimentare i conflitti, è doveroso lavorare per preparare un'alternativa credibile e vincente. Un'alternativa che si basi su progetti chiari, valori di tolleranza e inclusione, rispetto per le pratiche democratiche sia sul piano istituzionale sia su quello del Comune come casa di tutti i cittadini. Battere elettoralmente Chiassai Martini e la sua coalizione è l’unica prospettiva per rimettere in marcia Montevarchi e riassegnarle un ruolo guida nel Valdarno.

Non riteniamo utile uno scontro ideologico nel quale prevalgano temi e strategie nazionali. Riteniamo utile invece mettere in campo una candidatura con forti caratteri civici e liste innovative aperte a chiunque voglia spendersi, valorizzando al massimo la specificità cittadina. Rispetto ad aspirazioni partitiche di varia natura, ricordiamo che l’importante è la città e che non si devono giocare, nelle elezioni, partite o rivincite personali. Occorre coinvolgere ampiamente la società civile nella costruzione delle liste e portare all’impegno nuove generazioni. Noi lavoreremo a questo disegno!


sabato 9 febbraio 2019

Levanella: il sindaco di Montevarchi passa alla storia

L’obiettivo di realizzare a Levanella un plesso unico che possa accorpare l’asilo e la scuola elementare è da perseguire con forza e con trasparenza. Non abbiamo, su questo, nessun dubbio a dare il nostro appoggio. Per adesso, la vicenda della scuola elementare di Levanella testimonia, a nostro avviso, una certa difficoltà del Sindaco e della sua Giunta.
Nell’ultimo mese ha promesso a più riprese (non è dato sapere con quali certezze burocratiche ed economiche, comunque affermate) ai genitori “entranti” ed “interessati” che a settembre 2020 sarà pronta la nuova scuola di Levanella.

Nonostante fosse stato possibile, con una cifra più contenuta, ripristinare la vecchia scuola, si è tentata la via del bando regionale (magari la scuola chiusa e pericolante dava maggior punteggio?) fallendo miseramente (67esimi in graduatoria), passando poi per l’idea bizzarra dei moduli abitativi sino ad incontrare la disponibilità dell’imprenditore a prestare “gratuitamente” l’attuale sede temporanea che obbliga, unico caso in Italia, a mandare i ragazzi di una elementare a scuola in un ex plesso industriale fuori comune con un aggravio di costi importante che poteva essere utilizzato in modo più efficace. Risorse a cui andrebbero sommate le spese per decine di migliaia di euro per mandare in Regione un progetto di recupero rispetto a cui l’Amministrazione non crede realmente.
E’ stata poi identificata la “location” vicino al centro logistico di “Prada”, in un terreno di proprietà comunale destinato alle attività produttive e per la quale il sindaco ha comunicato che stanno cercando di effettuare la variante al piano regolatore da mesi (marzo dice potrebbe essere il momento di presentarla in consiglio) sottacendo su tutte le criticità che emergeranno già in sede di valutazione ambientale strategica. Difficoltà che vorremmo ricordare.
  1. dal margine della bretella che collega via della Lama (Prada) con la variante alla S.R. 69 ed il Ponte Leonardo, per normativa del R.U., deve esserci una fascia di rispetto di almeno 20 mt., il che dimezza gli spazi a disposizione per la struttura;
  2. a tergo dell'area si trova una vasca di laminazione realizzata nell'ambito di intervento dei nuovi stabilimenti Prada. A meno che Chiassai Martini non voglia usarla come piscina annessa alla scuola (che non c'è), anche in questo caso ci si dovrà mantenere a debita distanza, riducendo ulteriormente i sedimi utilizzabili;
  3. L'area è collocata in zona V a livello di classificazione acustica il che inibisce l'inserimento di un recettore sensibile come una scuola. Sarà utile ricordare, specie a coloro che dovessero esprimere in merito pareri che certificassero il declassamento acustico con l'inserimento in zone idonee ad accogliere una scuola, come quell'area è stata classificata in zona V proprio perché all'atto dell'approvazione della VAS del 2010 si teneva in debito conto l'impatto prodotto dalla realizzazione dei nuovi stabilimenti Prada che oggi sono realtà. A ciò debbono aggiungersi altri elementi che nella VAS a corredo della variante in itinere non potranno essere trascurati. Cioè che la bretella lungo la quale Chiassai Martini ipotizza la scuola rimarrà per lungo tempo l'unico collegamento primario tra la zona industriale di Levanella e l'autostrada, con tutto ciò che ne conseguirà in termini di emissioni inquinanti a tutti i livelli.

Chiassai Martini, assessore all'urbanistica oltre che sindaco, inoltre pare aver dimenticato che nel frattempo in zona, oltre a quelli Prada, sono stati realizzati altri significativi insediamenti industriali.
A dimostrazione dello stato di poca lucidità e visione il sindaco/assessore ha anche dimenticato che ha appena approvato una variante che mette in stand by il collegamento viario tra lo stabilimento Uno Maglia, peraltro previsto in raddoppio, e via Aretina, con la conseguenza sopra accennata che tutto il traffico pesante graverà sulla strada che costeggia l'area della nuova scuola.
La nuova scuola sarà costruita in bioedilizia (modello asilo nido “La farfalla”) per cui in 6 mesi gli eventuali fornitori, selezionati con gara pubblica supponiamo, sarebbero in grado di consegnarla. Per ora non si ha traccia del progetto e data la sua conclamata inesperienza Chiassai Martini sicuramente non lo sa ma per mettere in piedi e concludere l'attività negoziale per l'affidamento dei lavori di realizzazione della nuova scuola occorrono molti mesi.

Ai nostri occhi tra approssimazione, disarmanti forzature, riunioni d'imbonimento l’amministrazione ci appare  palesemente in difficoltà con il serio rischio che una scuola, in passato difesa con le unghie e con i denti, sparisca facendo perdere ulteriore identità al quartiere
Beh, adesso vediamo di quanto si differenzia questa amministrazione dai “promettitori seriali” che promettono salvo poi non mantenere. Noi pretendiamo che fin dal prossimo Consiglio Comunale la Sindaco chiarisca con atti alla mano e non con le solite parole perché a questo punto crediamo che la nuova scuola di Levanella debba essere costruita e consegnata nei tempi prospettati.

Il Coordinamento Cittadino e il Gruppo Consiliare

giovedì 3 gennaio 2019

Trasporto scolastico

Si è davvero fatto l’interesse e il bene pubblico di Montevarchi che oggi Chiassai rivendica o si è fatto il solito pasticcio che pesa sulle casse del Comune e sul servizio ai cittadini?
Sulla vicenda della segnalazione all’ANAC fatta dal nostro gruppo consiliare e relativa all’affidamento senza gara del servizio di trasporto scolastico alla società Pluriservizi spa, la sindaca di Montevarchi parla di boomerang politico poiché l’Autorità ha deciso di non aprire un’istruttoria. Dice anche che ANAC non avrebbe riscontrato irregolarità e che l’azione di Avanti Montevarchi è frutto di miopia politica e di disinteresse verso il bene dei cittadini. Occorre allora mettere un po’ di paletti alla vicenda e alle dichiarazioni di Chiassai Martini. A nostro avviso ANAC non ha inquadrato bene la vicenda o, forse, non siamo stati noi capace di ben rappresentarla.
In primo luogo abbiamo segnalato che al momento della trattativa per l’affidamento la società in questione non aveva i requisiti necessari a svolgere il servizio. Non aveva ad esempio, la direzione tecnica così come prevista dalla legge per eseguire il servizio. Nel corso della trattativa si à messa in regola. Non aveva, peraltro, neanche i mezzi necessari per il trasporto scolastico. Mezzi che ha acquisito dopo. Non aveva infine una specifica esperienza nel settore.
La domanda diventa d’obbligo: Chi affiderebbe un lavoro a qualcuno che non ha esperienza né mezzi per svolgerlo?
In secondo luogo. Pluriservizi spa - società pubblica a maggioranza del Comune di Terranuova – non svolge il servizio di trasporto scolastico per il Comune che ne detiene le redini. Anzi il Comune di Terranuova ha deciso di affidare il proprio servizio tramite gara pubblica che si è svolta e terminata nelle settimane passate. La domanda è ancora più semplice: Perché Terranuova ha ritenuto più giusto affidarsi a una gara di evidenza pubblica e non a un affidamento alla propria società?
In terzo luogo: Pluriservzi spa, curiosamente, non ha partecipato alla gara del Comune di Terranuova che sarebbe stata aggiudicata a Trasporti Toscani. La base d’asta della gara, gara che ricordiamo è al ribasso e pubblicata sul sistema Start della Regione Toscana, era inferiore a quanto il Comune di Montevarchi ha pattuito in affidamento diretto. Cifra che, a nostro avviso, era alta rispetto agli standard del settore (costo km extraurbano pagato attualmente da RT è di 2,224 euro). Circostanza che abbiamo segnalato continuamente alla Sindaca e all’assessore (in)competente. Nelle giustificazioni forniteci il Comune scrisse che una ditta privata di trasporto avrebbe aggiunto al costo anche un 10% di utile. Invece prendendo a esempio Terranuova, non il caso ma le cose fatte bene, hanno dimostrato che una ditta strutturata e esperta di trasporto scolastico/pubblico ha offerto al contrario un ribasso pari al 10% di una base d’asta già inferiore a quella di Montevarchi avendo comunque un margine di utile.
La domanda è spontanea: Si è davvero fatto l’interesse e il bene pubblico di Montevarchi che oggi Chiassai rivendica o si è fatto il solito pasticcio che pesa sulle casse del Comune e sul servizio ai cittadini ed è utile solo a Pluriservizi spa?
Per noi le risposte sono scontate e non basta gigioneggiare come la Sindaca fa visto che è l’unica cosa che sa fare. E ogni giorno che passa di boomerang sulla sua testa ne arrivano a decine.

Montevarchi Reality Show _ Episodio 3

Il grande inverno del Centro Storico di Montevarchi.
"Abbiamo un problema!".
A dispetto di chi sembrava avere soluzioni illuminate, abbiamo sempre saputo che non esistevano ricette facili per risolvere i problemi del Centro Storico di Montevarchi. Qualunque soluzione fosse stata adottata, avrebbe richiesto progettazione di lungo periodo, impegno costante, giornaliero, ed una capacità di intercettare le domande e le aspettative di una società in continuo divenire.
I due anni trascorsi dall'insediamento della giunta Chiassai, purtroppo, non fanno ben sperare per il futuro: a dispetto del fortunato slogan elettorale, la storia è sempre la stessa, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Innescare il cambio di rotta necessario ad imprimere un nuovo corso al Centro Storico avrebbe richiesto un impegno ed una presenza costante sul territorio e nella città, avrebbe richiesto la capacità di avviare una progettazione, possibilmente partecipata, con un orizzonte temporale almeno decennale, magari intercettando idee e risorse in ambito comunitario, come alcune figure presenti nell'organico comunale lasciavano ben sperare.
La storia non è cambiata, anzi, negli ultimi mesi sembra esserci un ulteriore allentamento degli impegni da parte delle persone che avrebbero dovuto occuparsi a tempo pieno degli aspetti più critici della città.
Cartelle esattoriali per le attività produttive sbagliate, di cui il sindaco si è guardato bene di assumersi una minima responsabilità o di risolvere il problema per l'anno in corso, una sciatta transenna che da oltre 8 anni, o forse più, nessuno rimuove, come biglietto da visita all'ingresso della principale via di Montevarchi, dicono più di ogni altro elemento quanto questa Giunta tenga veramente al decoro ed al rilancio del Centro Storico. E non vediamo nessuna primavera all'orizzonte.
"Sindaco, dove sei?"

mercoledì 2 gennaio 2019

Montevarchi Reality Show _ Episodio 2

Dilettantismo, improvvisazione e tanti problemi creati e non risolti
Seconda Puntata: un Sindaco dall’ordinanza facile ed alcune questioni non risolte. A favore di telecamera ci racconta scenari fantastici, si scandalizza, si appropria anche di lavori fatti da Publiacqua, e conclude che comunque, con lei, è iniziata un'altra storia.
La nostra impressione, derivata anche alla gestione della vicenda Scuola di Levanella, è che Chiassai Martini si creda Napoleone. E’ di ordinanza facile ma spesso non riesce a capire le conseguenze delle cose che fa. Dopo averle fatte, generando situazioni ingestibili o moltiplicando le spese per il Comune, blatera sulle colpe altrui. A favore di telecamera ci racconta scenari fantastici, si scandalizza, si appropria anche di lavori fatti da Publiacqua (è il caso di via Vespucci) e conclude sempre col mantra che con lei è iniziata un'altra era amministrativa. Magari, anzi sistematicamente, sorvola sui suoi ormai due anni e mezzo di governo nei quali ha creato più problemi di quelli che ha risolto. Siccome siamo collaborativi vogliamo ricordarne alcuni.
AUDITORIUM. Dopo le sceneggiate sulla non agibilità, a distanza di oltre un anno, vorremmo sapere se ha risolto il problema o no. Se intende restituirlo al patrimonio effettivamente disponibile del Comune, all’utilizzo per le iniziative dell’amministrazione e alla fruizione dei cittadini uno spazio in passato molto praticato o se vuole continuare a qualificare quale unico spazio per attività nel centro storico (con relativi finanziamenti) le Stanze Ulivieri che sono, invece, uno spazio privato?
CAPANNINA” EX COLONIA FLUVIALE DELL’ARNO. Dopo averla dovuta riprendere indietro (non riacquistare come la Silvia racconta in televisione) da una ditta che aveva effettuato lavori PIUSS perché non idonea ad ampliamenti (e quindi dal valore incerto) intende ripresentare di nuovo un bando per un partenariato pubblico-privato che prevede opere non realizzabili per i vincoli idrogeologici che interessano l’area? Intende cioè costringere gli uffici a perdere tempo per le sue fantasie?
GIARDINI SPINELLI. Dopo aver deciso di cementificare un’area verde, aver pubblicato un bando e averlo dovuto ritirare in pendenza di un ricorso al TAR dei residenti su una variante urbanistica che lascia molti dubbi, oggi annuncia l’imminente pubblicazione di un nuovo bando per un operatore privato. In questo caso non le importa di aspettare la pronuncia del TAR prevista per la fine di gennaio. Pensa e spera di fare cassa con le centinaia di metri quadri previsti in edificazione e fare così fronte ai problemi di bilancio che ha creato?
IMPIANTI SPORTIVI. Mettersi le magliette dell’Aquila Calcio o andare a fare passarella alle vittorie della Fides purtroppo non è sufficiente a migliorare la situazione abbastanza critica degli impianti sportivi cittadini. E così il Brilli Peri è in un limbo, il Palazzetto ha problemi seri come il campo del Pestello Verde. E anche quando qualche società mette risorse proprie per creare strutture queste restano chiuse perché il Comune non riesce a trovare poche migliaia di euro per completare i lavori. Stupisce che avendo in giunta chi sostiene di avere grandi relazioni nel mondo sportivo Chiassai Martini non sia riuscita in due anni e mezzo a trovare uno straccio di finanziamento e che l’unica iniziativa sia stata quella di partecipare ad un bando di regione Toscana per la copertura del Palazzetto.
OPERE DI SALVAGUARDIA IDRAULICA. Non si hanno più notizie della cassa di espansione di Valdilago la cui realizzazione è posta a carico dei privati lottizzanti delle aree circostanti, mentre Chiassai addebita alla Regione il mancato anticipo delle risorse per la sua realizzazione!!! Ancor più in alto mare il procedimento per la cassa di espansione sul torrente Giglio la cui progettazione ed acquisizione delle aree necessarie è a carico del Comune e per la quale, in quasi tre anni di mandato, Chiassai non ha predisposto neanche uno straccio di studio di fattibilità. Lo storico muro dello Sferisterio, struttura quest’ultima aperta alla pubblica fruizione con la tassativa prescrizione che entro due anni dal collaudo parziale fosse terminato il consolidamento statico, ancora oggi attende l’intervento, nonostante i termini perentori del genio Civile per effettuarli siano scaduti da mesi. Inutile sottolineare la colpevole approssimazione di chi vuole amministrare senza neanche rendersi conto di cosa significhi mettere in definitiva sicurezza una struttura storica, adiacente ad un corso d’acqua che attraversa il centro storico del capoluogo. 

Potremmo continuare anche su questioni più pesanti e nei prossimi giorni e settimane tracceremo un bilancio dei due anni e mezzo (oltre 900 giorni) di governo Chiassai Martini. Dati alla mano un bilancio tutt’altro che positivo. Per oggi ci contenteremmo che rispondesse alle questioni poste.

L’urbanistica “alla carta” della maggioranza montevarchina

Non tutti i cittadini paiono essere uguali per gli urbanisti di Palazzo Varchi. Lo sapete che a Montevarchi ci sono cittadini più informati di altri? 
Lo scorso 20 novembre il Consiglio Comunale, con delibera n. 97, ha approvato a maggioranza, la variante urbanistica n. 27. Fin qui niente di che si dirà ma, invece, questa variante e, specificatamente, il modo con il quale sono state esaminate e votate le osservazioni formulate dai cittadini in fase di adozione costituisce un discrimine inaccettabile rispetto alla tutela dell’interesse generale.
L’oggetto della variante era la suddivisione in sub comparti di alcune aree edificabile a seguito di una manifestazione d’interesse in tal senso pubblicata dal Comune. Non occorre essere urbanisti per comprendere che ad una variante al regolamento urbanistico si presentano osservazioni strettamente attinenti all’oggetto della variante stessa. Alla variante in oggetto sono state presentate, però, anche alcune osservazioni che non erano attinenti all’oggetto di variante ma al cambio di tipo di intervento su alcuni edifici; una fattispecie completamente diversa.
Quando, in passato, sono state ricevute osservazioni non attinenti all’oggetto della procedura la pronuncia del settore tecnico comunale e l’esame da parte dell’organo politico-amministrativo portavano ad una ed una sola “risposta”: Osservazione non pertinente in quanto non coerente con gli obiettivi della variante”.
Ed anche in questo caso dall’ufficio è venuta la proposta di controdeduzione di rito: non pertinenti le osservazioni che chiedevano il cambio di tipo d’intervento sugli edifici indicati nelle osservazioni stesse.
Incredibilmente, in fase di esame da parte della competente commissione consiliare, il Presidente della stessa, Consigliere Francesco Renzi proponeva una controdeduzione che negava quella dell’Ufficio Comunale ed ammetteva le osservazioni sui cambi di tipo d’intervento di proprietà degli osservanti . I consiglieri di maggioranza, naturalmente, esprimevano voto favorevole confermandolo poi nella seduta del Consiglio!!
Così, inopinatamente, la maggioranza consiliare, su proposta del chirurgo improvvisatosi urbanista, al secolo Francesco Renzi, in barba all’oggetto della variante come definita e circoscritta da una specifica procedura ad evidenza pubblica, ha deciso che alcuni cittadini vedessero accolta loro richiesta. Numerosi altri, invece, con le stesse esigenze ma che non hanno avanzato osservazione perché coscienti che non era quello l’atto giusto, sono rimasti con le pive nel sacco! Non tutti i cittadini paiono essere uguali per gli urbanisti di Palazzo varchi.
Un modo inaccettabile di procedere laddove si pensi che siamo in fase di revisione degli strumenti urbanistici e quelle istanze specifiche e particolari, accolte senza che fossero oggetto della manifestazione pubblica emessa dall’Ente, dovevano essere esaminate nel complesso della casistica solo al momento nel quale il Comune avesse garantito a tutti i cittadini medesime possibilità e, quindi, parità di trattamento.
Una questione che chiarisce definitivamente cosa si intendesse per #tuttaunaltrastoria: davvero una storia mai vista prima ….


venerdì 16 novembre 2018

Montevarchi Reality Show _ Episodio 1

Come gestire la vicenda Impero con una logica da reality show non sia una buona cosa cerchiamo di spiegarlo, in dettaglio, in questo post. La saga, al momento, è un susseguirsi di dilettantismo, improvvisazione e tanti problemi creati e non risolti.

Prima puntata: l’ex Impero.

CHIASSAI MARTINI: Due anni e mezzo di reality show.
Dilettantismo, improvvisazione e tanti problemi creati e non risolti
Non siamo al governo della città da 8 anni, siamo stati critici sulle scelte urbanistiche degli ultimi anni e anche sulle modalità di attuazione del PIUSS e sconsigliammo, a suo tempo, l’attuale proprietà ad acquisire l’Ex Impero per una operazione di perequazione che ci lasciava molti dubbi. Speriamo dunque che Chiassai Martini ci riconosca almeno un diritto di parola senza mandarci subito in castigo e scatenare la canea dei conigli da tastiera che sproloquiano sui social o nei commenti ai giornali online. Abbiamo anche giudicato positivamente l’ annuncio fatto dalla sindaca di voler risolvere il problema dell’amianto sull’immobile, ma vorremmo che la smettesse di raccontare le cose come le è più conveniente e buttarla in confusione per coprire le sue scarse capacità di amministrare. Ci piacerebbe che qualche volta rispondesse puntualmente su alcuni punti.
Primo punto. Le lastre d’amianto sull’Ex Impero ci sono da sempre ma , secondo foto aeree che se Chiassai Martini vuole le forniamo, fino al 2016 formavano una copertura integra. Dopo si è aperto un buco e le lastre hanno iniziato a “ballare” e a diventare massimamente pericolose per la salute pubblica. Il problema del tetto di amianto, dunque, è esploso durante la sua gestione. Le questioni precedenti hanno poca attinenza con questo.
Secondo punto. Una volta che l’ASL ne ha segnalata la pericolosità e la sindaca ha emesso un’ordinanza non rispettata dalla proprietà, l’Amministrazione era tenuta ad intervenire rapidamente e non aspettare un anno per “iniziare l’iter” di bonifica. La giustificazione di “aspettare la pronuncia del TAR” è senza capo né coda e priva di senso.
Terzo punto. Nessuna perizia di parte può sconfessare il parere ufficiale dell’ASL che non ci risulta mutato dal novembre 2017. Comunque se la sindaca ha la certezza che non ci siano problemi per la salute dei cittadini perché intende spendere 200.000 euro dei contribuenti? Perché invece non chiede all’ASL e all’ARPAT di certificare la non pericolosità e ritira l’ordinanza? Nonostante che abbia pagato ben due rilevazioni, a nostro avviso poco o per nulla significative, è in realtà in grave difficoltà perché ha gestito la vicenda con una logica da reality show.
Speriamo che l’annuncio dell’intervento si trasformi in realtà in breve tempo. Resta aperto il tema dell’acquisizione dell’immobile che, secondo la stessa Chiassai Martini, doveva essere immesso nelle
proprietà comunali. Ricordiamo (e se vuole lo ripubblichiamo) un suo spot elettorale girato di fronte all’Ex Impero. Rilanceremo la cultura a Montevarchi, faremo una Fondazione, recupereremo spazi culturali declinava la candidata. Bene, dopo due anni e mezzo nei quali la Fondazione non si è vista, le attività culturali si svolgono nei contenitori che altri, in passato, hanno recuperato e organizzato (Ginestra, Cassero, Musei) non sarebbe l’ora che Chiassai Martini facesse qualcosa di suo? Qualcosa per la quale possa essere ricordata in futuro e che chi le succederà possa inaugurare? Per adesso si è, incredibilmente, “limitata” a togliere l’intervento dal programma triennale delle opere pubbliche … non c’è che dire: un bel viatico che la dice lunga sulla volontà di tener fede agli impegni elettorali e su quella di rivitalizzare il centro storico!

….continua….


venerdì 6 luglio 2018

DUE ANNI DI ANNUNCI E SELFIE ( tanto fumo e poco arrosto )

Se gli annunci e i selfie (meglio con la fascia a tracolla) risolvessero i problemi Montevarchi farebbe invidia alla Svizzera. Così non è e, dunque, i due anni di governo di Silvia Chiassai e della sua impalpabile giunta si sono caratterizzati per il nulla assoluto. Questo, in sostanza, il giudizio espresso dall’assemblea del movimento Avanti Montevarchi tenutasi il 4 luglio 2018.
Dall’analisi delle azioni amministrative di Palazzo Varchi emerge con chiarezza che ben poco di quanto promesso in campagna elettorale è stato realizzato o anche solo abbozzato.
Non il contrasto deciso al degrado urbano e al declino del centro storico, non un piano vero di opere pubbliche né di manutenzioni. Interventi sporadici e senza un’idea precisa con alcune perle quali il mancato recupero dell’Auditorium che rimane un patrimonio del Comune chiuso e inutilizzabile.
Se è vero che l’amministrazione precedente non si era neanche accorta del problema questa continua a non farci caso e ricorre, per le iniziative, a spazi privati. Aspettavamo con ansia – dopo l’ennesimo annuncio – che fosse restituita alla fruizione collettiva l’area della colonia ma anche per quest’anno sarà pronta (forse) l’anno prossimo.
Così come aspettavamo l’area per la sgambatura dei cani che per il momento è oggetto di causa per, sembra, errata localizzazione da parte del Comune. Il cinema teatro Impero doveva, secondo quanto promesso in campagna elettorale, essere riportato a nuova vita invece è ancora lì con la copertura in amianto sempre più pericolosa e con ordinanze disattese. Nessuna negoziazione seria con le aziende del gas, dell’acqua e dei rifiuti con Montevarchi sempre più sporca. Niente Fondazione della cultura e programmazione di qualità cosi così. Il confronto con altri comuni del territorio è imbarazzante.
In compenso si sono portate avanti varianti urbanistiche particolari con processi amministravi di dubbia solidità o come la ex Tabaccaia dove per la prima volta si concede il beneficio di effettuare minori opere e di far risparmiare il privato. Scelte che sono state effettuate evitando di attivare concretamente la procedura per il nuovo strumento urbanistico che avrebbe dato l’opportunità sia di ri-disegnare lo sviluppo della città che di scrivere nuove regole regole che dessero più opportunità agli operatori.
Infine le operazioni improvvisate quali la vendita dei Giardini Spinelli per una nuova colata di cemento, la chiusura immotivata della scuola elementare di Levanella. l’elenco potrebbe essere ancora lungo.
A partire da settembre Avanti Montevarchi darà puntualmente conto ai cittadini di tutte le azioni amministrative della Giunta Chiassai sperando che “annuncite” e selfie non continuino ad essere l’unica attività nella quale si distingue.

Il Coordinamento Cittadino

mercoledì 27 giugno 2018

SCUOLA ELEMENTARE DI LEVANELLA.

    Dunque il patron di Prada si intenerisce e, su richiesta delle famiglie e del Comune, concede spazi nella sede di Poggilupi per attrezzarci la scuola elementare di Levanella. Per la prima volta, dopo oltre venti anni dall'insediamento, Prada si interessa alle comunità locali. E questo ci pare positivo.
    Tutto il resto è quanto meno grottesco. Invece di pretendere soluzioni dal Comune al quale pagano le tasse le famiglie scrivono una "supplica" a Bertelli. Supplica che la sindaca (così si legge sulla stampa) si premunisce d'inoltrare immediatamente al "monarca". Poi, toccherà a lei organizzare il trasporto scolastico e i servizi per portare i bambini nei locali di Prada nel territorio di Terranuova, di fronte al casello autostradale.
    Una location (come dicono gli anglofoni) comoda e, come sanno tutti, facilmente raggiungibile in alcune ore del giorno. Eppure sarebbero bastate poche migliaia di euro per rende agibile e sicura la scuola esistente. 
    Il tutto appare grottesco appunto e incomprensibile. Ed anche avvilente per Montevarchi che una volta attraeva studenti dai comuni limitrofi. Ora li esporta. Già ma è tutta #unaltrastoria.
    Non ci resta che piangere.



Il Coordinamento Cittadino

sabato 9 giugno 2018

Installazione limitatori di velocità su via Marconi e via Aretina

Fabio Camiciottoli dichiara: " Per quanto riguarda via Marconi e via Aretina in più di un'occasione abbiamo sostenuto la necessità di definire un progetto di medio respiro su cui impegnare l'Amministrazione perché su tale tratto di strada continuano ad esservi forti criticità. Oramai si registrano molti incidenti e riteniamo che occorra il più velocemente possibile mettere in atto più azioni affinché venga, specialmente in certe ore, limitata la velocità di transito. In questo ultimo anno sono state poste ben 3 interrogazioni e purtroppo dopo tanti annunci ancora non si è mosso nulla. Apprendiamo che l'Amministrazione avrebbe intenzione di realizzare delle isole pedonali anziché passaggi pedonali rialzati che potevano garantire maggiori effetti in termini di abbassamento della velocità ed è per questo che abbiamo presentato questa mozione per partendo da quello che vuole realizzare l'Amministrazione tende ad aumentare i livelli di sicurezza ".

Segue la mozione presentata.

PREMESSO CHE la viabilità di via Marconi e via Aretina presentano criticità crescenti dovute ai volumi di traffico, alla dimensione della carreggiata e all’assenza di adeguati spazi per la circolazione dei pedoni e delle biciclette.

CONSIDERATO CHE questo gruppo consiliare in più di un’occasione ha sollecitato il Sindaco ad intervenire sulla sicurezza della via Marconi proponendo, anche, soluzioni specifiche che al momento purtroppo non sono state attuate da parte dell’Amministrazione Comunale.  In particolare veniva ravvisata la necessità di realizzare in tempi rapidi: idonei passaggi pedonali rialzati ed opportunamente illuminati, il  rifacimento di idonei marciapiedi ed ulteriori parcheggi.

CONSIDERATO INOLTRE CHE questa Amministrazione ha ritenuto di realizzare delle isole pedonali anziché passaggi pedonali rialzati che potevano garantire maggiori effetti in termini di abbassamento della velocità.

RITENUTO, di contro, necessario ed urgente attivare ulteriori accorgimenti tecnici che facilitino la sicurezza della via Marconi e di via Aretina.

Tutto cio premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTEVARCHI

Ritiene che occorra mettere in atto specifiche azioni affinché, lungo la ex Strada Statale, possano essere individuate soluzioni che permettano un sostanziale abbattimento della velocità dei veicoli che vi transitano e siano attuate opere atte a migliore la sicurezza.

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

A fornire specifici indirizzi agli uffici affinché, insieme alle isole pedonali preannunciate in Consiglio Comunale,  siano messe in opera delle soluzioni atte a limitare la velocità di transito dei veicoli sulla ex Strada Statale installando opportuni rilevatori di velocità e sistemi d’illuminazione che garantiscano maggiore sicurezza la strada.

A proporre in tempi brevi un progetto al Consiglio Comunale con una contestuale variazione di bilancio per destinare le risorse necessarie al perseguimento di tale obiettivo.

A riferire prontamente in Consiglio sulle motivazioni e sulle scelte compiute.


Il Gruppo consiliare AVANTI MONTEVARCHI
Relatore : Fabio Camiciottoli
Capogruppo : Paolo Antonio Ricci

mercoledì 23 maggio 2018

SCUOLA DI LEVANELLA. OCCORRONO RISPOSTE CHIARE E TEMPESTIVE

La Sindaco dalle ordinanze facili e gli assessori dalle comunicazioni ondivaghe continuano a girare intorno al problema della scuola di Levanella sulla cui chiusura improvvisa, pur condividendo che occorra la massima cautela ed attenzione quando si tratta di incolumità pubblica, è necessario fare chiarezza e dare ai cittadini delle risposte concrete, fugando ogni dubbio.

Questo è lo stato dell’arte della vicenda:

1) Ad ottobre 2017 il Comune ha affidato ad una società d’ingegneria l’incarico di fare delle indagini sulla tenuta strutturale dell’edificio della scuola di Levanella.

2) Il 4 maggio 2018 , oltre 6 mesi dopo senza che sia stato fatto nulla nel frattempo, un tecnico comunale effettua un sopralluogo e, sostanzialmente, conferma le indicazioni di ottobre.

3) Il 16 maggio 2018 la Sindaco ordina la chiusura della scuola, per qualche giorno, per motivi di sicurezza.

4) Il 17 maggio 2018 la stessa società d’ingegneria, opportunamente sentita, conferma la situazione di ottobre e da indicazioni su come ovviare alle criticità strutturali con semplici accorgimenti tecnici e, di fatto, permettendo la conclusione dell’anno scolastico.

5) Lo stesso giorno in Consiglio Comunale la Sindaco fa una comunicazione in cui senza fare riferimento a quanto messo in evidenza ad ottobre, afferma che la scuola chiuderà per qualche giorno e che la settimana successiva sarebbe stato fatto un altro sopralluogo e si impegna a riferire puntualmente al Consiglio Comunale.

6) Contrariamente a quanto sopra la Sindaco, d’intesa con la dirigenza scolastica, ordina, invece, la sospensione di tutta l’attività didattica nel plesso di Levanella “dirottando” la medesima a Levane.

7) Il 18 maggio 2018 con l’ordinanza n.170 la Sindaco dispone la chiusura della scuola per tutto l’anno scolastico.

Di fronte a tutti questi atti ci domandiamo come mai da ottobre ad oggi non sia stato fatto niente e in fase di stesura del bilancio non sia stato programmato nulla. Inoltre non comprendiamo perché, una volta acquisiti referti tecnici che non evidenziano una situazione drammatica e danno indicazioni chiare e precise su come risolvere l’emergenza eventuale, la Sindaco emette un’ordinanza di chiusura per tutto l’anno scolastico.

Delle due l’una: o il problema è stato sottovalutato ad ottobre oppure, giocando sull’emotività del momento, ci troviamo di fronte ad improvvisati processi di razionalizzazione.

Se è evidente e condivisibile il principio di usare la massima cautela in un’evenienza come quella di cui si tratta è altrettanto evidente che la drastica misura adottata è tardiva e non trova riscontro negli atti tecnici prodotti.

In questo momento, con spirito costruttivo e senza polemica, ci interessa sapere cosa l’amministrazione intende fare da adesso in poi perché la scuola di Levanella non si può chiudere sine die e l’attività didattica deve potervi ricominciare regolarmente con l’inizio del prossimo anno scolastico 2018-2019”.

Per consentire ciò è necessario accelerare la redazione di un progetto con il quale si individui la soluzione tecnica per ripristinare il normale funzionamento della scuola a partire da settembre, all’occorrenza, utilizzando le risorse a disposizione dell’Amministrazione e sgombrando quanto prima il campo da dubbi su possibili volontà di chiusura del plesso che già, purtroppo, si sono manifestate anche nel recente passato.

E’ il momento di aprire un confronto pubblico sulle prospettive e sui progetti per il plesso scolastico di Levanella senza pregiudizi e senza assumere posizioni ondivaghe che non aiutano a fare chiarezza per i cittadini. Ce lo chiedono 70 famiglie, i residenti di Levanella ed i montevarchini tutti.

PAOLO ANTONIO RICCI – FABIO CAMICIOTTOLI

lunedì 19 febbraio 2018

AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO LOCALE NEL COMUNE DI MONTEVARCHI


In merito all’affidamento diretto per dieci anni del servizio di Trasporto pubblico locale alla società PLURISERVIZI il gruppo Consigliare Avanti Montevarchi intende confermare tutti i dubbi che prima e durante l’approvazione ha manifestato anche pubblicamente. In queste settimane, cioè da quando è stato approvato l’atto in Consiglio, è cresciuta la convinzione che la proposta voluta dall’Amministrazione Chiassai non torni e che i costi d’organizzazione del servizio, negli anni futuri, peseranno molto sui cittadini di Montevarchi.

Sorvolando sul fatto emblematico ed irrituale, che per la portata economica e temporale (10 anni), sia stato fatto un affidamento in forma diretta ad una società partecipata che attualmente non ha né esperienza sufficiente nè un responsabile tecnico del settore trasporti (procedure per l’individuazione ancora in corso) in queste settimane abbiamo approfondito la questione al fine di valutarne i reali costi complessivi.

Da queste valutazioni emerge, come prima cosa, che gli otto autisti previsti svolgono una percorrenza pro-capite media annua di circa 16.500 km contro i circa 30.000 Km che in Comuni limitrofi si registrano a seguito di gare d’appalto e di attente e puntuali  ottimizzazioni delle corse. Soltanto con un vero progetto si sarebbe potuto ottenere importanti risparmi rispetto a quelli dichiarati.

Considerando il chilometraggio annuale previsto di circa km.132.000 ci sono alcune considerazioni da fare:

a)      Otto linee appaiono eccessive per così pochi chilometri annui per cui sarebbe stato meglio riuscire ad accorparne alcune per rendere il servizio più snello ed ottimizzare tutte le risorse sia da parte del Comune che da parte della Ditta
b)     Il corrispettivo si aggira intorno ai 2,75 €/km, un importo che alla luce di quanto avviene in comuni limitrofi (1,80 + IVA al 10%) risulta decisamente elevato e, secondo noi, fuori mercato. Tale cifra non si discosta molto da quella attuale di 3,00 €/km che è stata raggiunta da più soggetti..
c)      La percorrenza media regionale per autista/autobus è di circa 140 Km al giorno (lunedì-venerdì) mentre dagli itinerari presentati negli 8 lotti la percorrenza media si aggirerebbe intorno a Km.85 nei giorni lavorativi.
d)     I costi per il ricovero dei mezzi e per le consulenze tecniche appaiono eccessivi rispetto a di servizi simili
E’ da evidenziare inoltre che nell’affidamento non sono indicate le caratteristiche dei mezzi che la Società deve acquisire tant’è che, viste le risorse individuate negli ammortamenti dei mezzi, si corre il rischio che, per giustificare i minori costi, ci possano rimettere gli utenti più deboli. Poi è da evidenziare che la convenzione  non prevede alcun indice di costo a km mentre non si esclude la possibilità di sub-appalti ampi e totali.

            Dall’analisi l’elemento più rilevante e certamente più atipico è l’aver affidato un servizio di scuolabus a 2,75 €. a Km senza produrre utili per l’impresa affidataria e perciò senza dare la possibilità alla stessa di migliorare il servizio stesso con investimenti quali ad es: il controllo satellitare della flotta, telecamere a bordo, localizzazione scuolabus per genitori ecc. Considerando che, in generale, si appalta ad un massimo a 2 euro più iva al 10%, nella più rosea delle ipotesi a Montevarchi si spenderebbe circa 0,60 euro/km in più che moltiplicati per i km annui circa 134.000 fa circa 80.000 euro annuni.
Se si moltiplica questa cifra per i dieci anni d’affidamento si raggiunge una cifra importante , altro che risparmi…………….

Per tutto ciò siamo sempre più convinti che la scelta dell’Amministrazione Comunale di affidare in-house e senza una gara tale servizio sia profondamente sbagliata in termini organizzativi, economici e politici lasciando, oltretutto, erogare dei servizi ad una Società priva di un’esperienza comprovata nel settore.

A nostro giudizio, con i dati e le analisi in nostro possesso (dati che non prevedono un chiaro progetto a monte) non si riscontrano tutti quei risparmi che il Sindaco afferma esserci. Secondo noi i cittadini di Montevarchi si troveranno a pagare molto di più della media regionale per servizi analoghi, come sopra specificato.

Per questo, è doveroso da parte nostra chiedere all’Amministrazione Comunale di rivedere la decisione e non abbandonare la battaglia politica all’interno delle Istituzioni chiedendo risposte rispetto ai dati dell’intera operazione - caso mai investendo soggetti terzi – perché qui sono in gioco i legittimi interessi dei cittadini che hanno diritto a servizi di qualità a costi contenuti.

Il Gruppo Consiliare
PAOLO ANTONIO RICCI
FABIO CAMICIOTTOLI

mercoledì 22 novembre 2017

Trasporti Scolastici (Scuolabus). Il Comune di Montevarchi va Contromano ….

E’ tutto da dimostrare nei fatti che quel risparmio dichiarato nello studio di fattibilità per l’affidamento del trasporto scolastico (meglio conosciuto come servizio Scuola Bus) sia, nel tempo, reale e certo. Mentre tutti i Comuni limitrofi hanno proceduto all'espletamento di gare e alla definizione di un nuovo progetto di servizio (anche con nuove forme d’integrazione con il trasporto pubblico locale) Montevarchi va “ contromano” facendo un affidamento diretto per 10 anni ad una partecipata.
Viene scelta una società, la Pluriservizi, che ad oggi, pur risultando “in-house”, non ha né esperienza né tanto meno mezzi e professionalità per svolgere un servizio per il quale il Comune di Montevarchi gli destina circa 4,5 milioni di euro in dieci anni.

Non comprendiamo e non condividiamo questo modo neo statalista di Amministrare Montevarchi.

Sicuramente era più utile e necessario ed opportuno procedere ad un progetto di ristrutturazione del servizio con una gara su un unico lotto (così come privilegiato anche dal Codice degli appalti) che permettesse di superare l’attuale parcellizzazione e i costi odierni e futuri. Una gara che magari poteva essere fatta stimolando anche processi di aggregazione delle aziende locali che nel tempo hanno dimostrato di possedere requisiti e professionalità e alle quali, fatto salvo che si consenta al nuovo gestore inopportune forme di sub-appalto del servizio, viene tolta ogni possibilità di confronto. Ci auguriamo che il sindaco, anche nella sua veste di socio della partecipata, nel momento in cui ha effettuato la scelta dell’affidamento abbia verificato la sussistenza di tutti i requisiti previsti per legge al fine di poter esercitare questo servizio primario.

Di sicuro siamo certi che attraverso una procedura concorrenziale e trasparente con una maggior progettualità avrebbe permesso all'Amministrazione Comunale ben altri risparmi e miglioramenti dei servizi.

Il Gruppo Consiliare 

martedì 21 novembre 2017

FIUMI DI PAROLE …. Forse è arrivato il momento di dire basta e pensare ai Bambini


Gruppo Consiliare e il Coordinamento Cittadino di Avanti Montevarchi

Forse è arrivato il momento di dire basta a quello che sta diventando la solita strumentale querelle tra il predecessore Francesco Maria Grasso e l'attuale Sindaco e la sua maggioranza che invece di affrontare la questione per quella che è ed è stata tendono uno a nascondere le proprie responsabilità pregresse e gli altri ad assumersi un briciolo di responsabilità rispetto alla gestione del prepagato fatta con molta superficialità e con molta pressappochezza. Un sindaco e una maggioranza che per nascondere i propri errori hanno voluto ricondurre la questione al solo problema economico evitando di analizzare a fondo le ripercussioni che sono ricadute sui bambini e sulle insegnati. Insegnanti che si sono trovate a gestire, senza i necessari strumenti, una situazione delicata senza il supporto del Comune.

Per noi “Mangiare a scuola non è solo un diritto, ma un percorso formativo” è l'affermazione di un principio che non è una solo questione di numeri nudi e crudi, né di carboidrati, né tanto meno di grassi vegetali, ma una tematica educativa ed eticamente rilevante in cui occorreva un minimo di sensibilità a tutela dei bambini. Adesso che il danno è stato fatto e che per di più vi sono molte famiglie che non usufruiscono dei servizi mensa comunali (rinuncia avvenuta anche negli ultimi giorni e non crediamo per piacere, ma per serie difficoltà), crediamo che prima di lanciare qualsiasi tipo d'iniziativa politica di lungo respiro occorra, se vogliamo essere efficaci ed affrontare i problemi non in modo propagandistico, intervenire immediatamente sui nostri regolamenti."

Con questo spirito venerdì scorso, di fronte a mozioni che (quella presentata da Francesco Maria Grasso e quella della maggioranza di Palazzo Varchi) portavano a distogliere l'attenzione rispetto ai veri problemi, abbiamo depositato la Mozione che alleghiamo e che speriamo sia da stimolo ad un approccio diverso alle questioni.

Alle questioni di un universalità di un servizio siamo concordi ma ci auguriamo che dai calcoli ragionieristici non si passi ai quelli squisitamente elettoralistici


Testo Mozione


mercoledì 8 novembre 2017

SERVIZIO MENSA. EVITIAMO ALTRI PROBLEMI. FERMIAMOCI PER RIFLETTERE E TROVARE SOLUZIONI

Per un paese civile come il nostro quanto accade in questi giorni nelle scuole di Montevarchi lo troviamo quanto mai incivile e barbaro. Per la mancanza di attente valutazioni in fase di definizione dei nuovi metodi di pagamento siamo riusciti nella straordinaria impresa di colpire la dignità dei bambini e mettere in crisi gli operatori scolastici.

In questa fase invece di rivendicare risultati economici o fare dichiarazioni fuori luogo sarebbe stato più opportuno che il sindaco di Montevarchi e il vicesindaco, invece di pensare ai proclami avessero gestito un problema che tocca le fasce più deboli e quelle che meritano maggiori attenzioni e sensibilità.

Pur volendo combattere la morosità e accettando anche un sistema di "prepagato" occorreva che chi l'ha messo in atto prevedesse anche le vie d'uscita nel rispetto alle problematiche che avevamo posto anche in fase di approvazione e che sono state, come al solite non ascoltate perché ritenute pretestuose. Invece siamo alle solite, tipico stile italiano: intanto si parte, poi si vedrà...

Riteniamo che occorra un'immediata sospensione del blocco somministrazione pasto e contestualmente avviare,  con gli istituti e la Pluriservizi, un'attenta riflessione (riflessione che deve avvenire nelle sede Istituzionali e non tra pochi intimi) per trovare soluzioni che permettano di salvaguardare bambini e operatori scolastici.

E' giusto che i servizi vengano pagati e che il Comune persegua chi non paga ma senza che sia i bambini a pagare le conseguenze. Discriminare un bambino rispetto ai compagni è allucinante con una fetta di pan con l'olio. Si tratta di una pratica devastante anche dal punto di vista psicologico nei confronti dei minori e si mette in difficoltà il personale docente e la meraviglia è ancora più grossa quando si pensa che tutto questo viene fatto da chi conosce professionalmente la psicologia infantile.

Fabio Camiciottoli e Paolo Antonio Ricci
Consiglieri Comunale Montevarchi

martedì 31 ottobre 2017

LA POSIZIONE DI AVANTI MONTEVARCHI IN MERITO ALLA DELIBERA “ANTISTADIO”

Il consiglio comunale è chiamato a votare una delibera che riporta all’ATS Antistadio al patrimonio disponibile del Comune e una conseguente variazione di bilancio.
Al di là degli estemporanei annunci del Sindaco che hanno il solo scopo di aumentare la confusione su una materia molto complessa e con tante sfaccettature intendiamo confermare la nostra piena disponibilità verso la restituzione dell’Antistadio al patrimonio pubblico disponibile. Si tratta, infatti, di una nostra battaglia che ci ha visto protagonisti fin dall’inizio, in contrasto con l’allora Amministrazione Grasso che ha cambiato posizione ed oggi, inspiegabilmente, si erge a paladino della “salvaguardia” dell’impianto che lui stesso ha contributo a deviare dall’uso originario. Noi, invece, con coerenza continuiamo a pensarla allo stesso modo.
C’è però una questione importante da considerare.:la delibera che l’amministrazione Chiassai ci chiede di votare oggi è una delega in bianco sulla quale non ci sono certezze riguardo alla corretta conclusione dei lavori a sostegno dell’operazione ed è priva di tutte le garanzie tecniche ed economiche che assicurino la corretta conclusione dei rapporti con la ditta in essere.
Pur apprezzando lo sforzo fatto dall’amministrazione e dagli uffici per rendere più accettabile la deliberazione dopo l’ampio dibattito in commissione, riteniamo prioritario che il Consiglio comunale sia messo in condizione di avere tutti gli elementi per potersi esprimere compiutamente. E’ necessario, cioè, che vengano prodotti gli elaborati tecnici che attestino la corretta esecuzione dei lavori del centro storico prima di chiudere una trattativa con la ditta dopodiché siamo certi che tutto il Consiglio comunale sarà pronto, noi lo saremo senz’altro , a votare una delibera che liberi l’antistadio dai vincoli attuali e lo rimetta nella piena disposizione del Comune nonché la necessaria variazione di bilancio.
Chiediamo, quindi, al Sindaco di venire in Commissione con la contabilità dei lavori fatti, i relativi collaudi, i documenti tecnici finali ed i termini puntuali di accordo con la Ditta prima di chiamare il C.C. ad esprimersi.


FABIO CAMICIOTTOLI

PAOLO ANTONIO RICCI

venerdì 20 ottobre 2017

Ex Tabaccaia. Le criticità stanno venendo fuori.

Alla luce delle ultime vicende riguardo la ex Tabaccaia, con l’ordinanza di sospensione dei lavori e la provvisoria chiusura del cantiere, non possiamo che confermare quanto abbiamo sostenuto e motivato in Consiglio Comunale: siamo di fronte ad una pratica urbanistica sbagliata nei presupposti e nei fatti. Si tratta di un grande pasticcio che può avere risvolti ambientali gravi e preoccupanti.
Il rischio è di ritrovarsi una vera e propria problematica ambientale piazzata nel mezzo della nostra città. Nonostante il dibattito e le incertezze manifestate sono cominciati i lavori il giorno dopo la seduta del consiglio, a nostro giudizio, in palese violazione di tutte le regole edilizie. Grazie ad una nostra segnalazione si è arrivati in tempi brevissimi alla giusta sospensione dei lavori. L’arroganza di chi, in barba alle regole, è andato avanti sulla propria strada è stata smascherata.
Noi, come tra l'altro abbiamo dichiarato in aula e alla stampa, nei giorni successivi all'approvazione della variante abbiamo intenzione di proseguire nella nostra giusta azione di controllo e di verifica, sia perché non vogliamo lasciare la nostra città con un problema ambientale di quelle proporzioni sia per garantire, cosa questa molto importante, pari condizioni a tutti i cittadini e gli operatori.
Siamo fiduciosi che anche dai banchi della maggioranza arrivino segnali in questo senso come, del resto, ne sono buona testimonianza le astensioni e le assenze di alcuni consiglieri sulla votazione di questo atto.

Paolo Antonio Ricci

Fabio Camiciottoli

sabato 7 ottobre 2017

Il caso dell’ex Tabaccaia. Coda di paglia o incapacità a comprendere

Chiassai Martini e Prima Montevarchi alzano polveroni. Delle due l’una! O Chiassai Martini e Prima Montevarchi non hanno pratica dell’italiano oppure hanno la coda di paglia. Nella nostra comunicazione non abbiamo sollevato nessuna questione morale né fatto il nome di nessun assessore o di alcun cittadino. Abbiamo scritto anzi che non ci piaceva la piega presa dal chiacchericcio social sulle famiglie e ammennicoli vari. Noi abbiamo solo sostenuto e ribadiamo la nostra convinzione che nel percorso della pratica relativa al recupero dell’ex Tabaccaia e negli atti proposti all’approvazione c’erano dei passaggi poco convincenti sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista giuridico. Abbiamo espresso le nostre perplessità nel dibattito del consiglio comunale ma sindaca e maggioranza (non tutta per la verità) hanno tirato dritto asserendo il contrario. Per tutela dell’assemblea cittadina e della buona amministrazione vogliamo che ad esprimersi sulle nostre perplessità siano organi terzi, pronti a riconoscere il nostro errore se arriveranno risposte favorevoli all’amministrazione. Non ci sembra, peraltro, una novità visto che proprio Prima Montevarchi in passato ha fatto ricorso a questi percorsi di validazione degli atti amministrativi. C’è, per la verità, una terza possibilità e cioè che Chiassai Martini e Prima Montevarchi la buttino in caciara e sollevino polveroni parlando di altro. Tra un po’ tireranno nel mezzo i marziani, i teletubbies o le negatività per giustificare la propria incapacità di governo.
Chiassai Martini si dice serena? E allora, serenamente, attenda gli eventi. Un’ultima annotazione. Avanti Montevarchi è un movimento civico composto da uomini e donne con esperienze e sensibilità diverse. Non ha filiazioni dirette con nessun partito attuale o passato se non nell’esperienza individuale di alcuni dei suoi componenti. Si potrebbe dire altrettanto di Prima Montevarchi alla quale non vorremmo essere costretti ad affibbiare l’epiteto di eredi di un regime illiberale e sanguinario che portò il paese al disastro e alla distruzione.

venerdì 22 settembre 2017

Non giochiamo sul disagio.

Oramai alle ideologiche, superficiali e populiste uscite di Prima Montevarchi e dei suoi illustri componenti ci siamo abituati ma osservare come il Vicesindaco del Comune di Montevarchi, ricorrendo alla più trita demagogia,cerca, per esigenze di parte e per nascondere l’inadeguatezza dell’attuale Giunta, di distorcere la realtà delle cose per basso interesse di parte.

Sicuramente andremo controcorrente rispetto ai like che in merito ai vari comunicati sulle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari sono stati apposti, ma crediamo sia opportuno stigmatizzare con forza un comportamento scorretto.

Interpretando alla lettera le dichiarazione del Vicesindaco e di Prima Montevarchi, vengono spontanee queste due riflessioni: o negli anni precedenti non sono state rispettate le leggi (e ci sono le condizioni per aprire un indagine se è questo quello che credono) , o molti più italiani vivono ai limiti dell'indigenza. In nessuno dei casi vediamo motivo di soddisfazione. Con molta disinvoltura il Vicesindaco nel miope tentativo di delegittimare una parte politica (e lo dice uno che anche su certi temi nel recente passato ha posto non poche critiche) discredita gli stessi uffici e gli stessi tecnici che operano all'interno dell’Ente e che hanno seguito i procedimenti amministrativi precedenti ed attuali.

Il vicesindaco Tassi rivendica nei fatti il “risultato”, ascrivendolo agli indirizzi forniti dalla giunta; sarebbe stato più onesto e responsabile, invece, se avesse collocato le differenze ottenute, rispetto alle graduatorie del 2013 (consistenti in una inversione delle percentuali a favore di cittadini italiani quantificate in un passaggio dal 45% al 70%), al nuovo contesto normativo.

Sembra evidente che l’assessore non si è ben documentato al riguardo e non conosca bene né la Legge Regione Toscana n. 41 del 31/03/2015, in materia diassegnazione, gestione, e determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, né in particolar modo il Regolamento del LODE di Arezzo - approvato con delibere del 13 gennaio e 31 maggio del 2016 – rispetto al quale il Comune si è rifatto in modo pedissequo per la stesura dell’ultimo bando. Anzi, pare che non abbia neanche letto gli stessi atti che ha approvato al riguardo.

Contrariamente a quanto sostenuto dal Vicesindaco, da Prima Montevarchi e dai soliti ultras, è la normativa sovraordinata e non le scelte del Comune di Montevarchi che hanno determinato gli esiti della nuova graduatoria.

Invece di lanciare dubbi sul passato e attribuirsi falsi cambiamenti, crediamo che sarebbe stato più serio ed opportuno evitare demagogie che non fanno altro che esasperare e dividere i cittadini. Capisco che per una parte non è possibile enunciare che la Regione Toscana ha fatto delle scelte positive, ma continuare ad alimentare dicerie e conflittualità è censurabile.

Viste le frasi pronunciate dal Vicesindaco credo sia opportuno che la sindaco Silvia Chiassai Martini chiarisca al prossimo Consiglio Comunale e per favorire tale chiarimento effettueremo specifiche azioni politiche.

A proposito di alloggi popolari mi preme invitare il Vicesindaco con delega al sociale ad adoperarsi affinché i 24 alloggi già realizzati a Levanella possano essere assegnati senza ulteriori costi per l’Ente e, magari, faccia in modo che la strada che agli stessi conduce sia realizzata, visto che è compito del Comune.

Il Gruppo Consiliare

Fabio Camiciottoli

Paolo Antonio Ricci

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Amministrative 2021: Al lavoro per la Montevarchi del futuro

Rinviate  all’autunno  le  elezioni  amministrative  è  comunque  l’ora,  a  Montevarchi,  di  valutare l'operato  della Giunta Chiassai...