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lunedì 16 dicembre 2013

E’ il Consiglio Comunale di Montevarchi che per primo e grazie alla nostra azione approva la Mozione in Difesa del Giudice di Pace

Sfortunatamente nei mesi scorsi, a differenza di quanto sta avvenendo ad Aviano grazie all’azione del socialista Enrico Boemi, non siamo purtroppo riusciti a difendere e salvare la sede distaccata del Tribunale. Una difesa fatta con poco coraggio e convinzione dai massimi esponenti politici locali, che deve far riflettere tutti noi e servici da lezione per il futuro. La battaglia vinta ad Aviano testimonia che vi erano delle possibilità per salvare la sede distaccata del tribunale.

Con l’approvazione, da parte di tutti i componenti del Consiglio Comunale di Montevarchi, della mozione per il salvataggio degli uffici del Giudice di Pace ci auguriamo che possa essere intrapreso un percorso per coinvolgere tutte le amministrazioni valdarnesi  nella difesa di questo importante presidio. La mozione approvata, che verrà discussa a breve anche all’interno dei Consigli Comunali di San Giovanni (grazie a Carbini, Martellini e Pia ) e a Terranuova (grazie a Falsetti), impegna infatti il Sindaco sia ad attivarsi per mantenere in Valdarno la presenza di un ufficio del Giudice di Pace coinvolgendo la Conferenza dei Sindaci, sia ad indire, , una conferenza Capigruppo congiunta dei tre principali Comuni del nostro territorio (Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini) per cercare d’individuare collegialmente le modalità per mantenere tale servizio.

Abbiamo accolto positivamente la volontà del Sindaco e della maggioranza che oltre ad avvallare la mozione si sono pubblicamente impegnarti a coinvolgere tutte le Amministrazioni valdarnesi nella difesa degli Uffici del Giudice di Pace. Adesso ci auguriamo che anche nei Consigli Comunali di San Giovanni e Terranuova, con il voto favorevole di maggioranza ed opposizione, venga ratificata un’analoga mozione, così da avviare quanto prima un serio confronto tra le forze politiche presenti all’interno delle tre amministrazioni per individuare le migliori sinergie attraverso cui riuscire a mantenere, indipendentemente dalla sua collocazione territoriale, tale importante presidio nel Valdarno.

In questo senso invitiamo il Sindaco e la maggioranza consiliare di Terranuova a stigmatizzare le parole e le riflessioni espresse dall’assessore Enea Barbagli ed a lavorare affinché possa essere raggiunto quest’importante obiettivo. Non riusciamo infatti a comprendere, né tanto meno accettiamo, le parole pronunciate dall’amministratore terranuovese durante una trasmissione sulla giustizia svoltasi su un’emittente locale, perché invece di promuovere la difesa degli Uffici del Giudice di Pace, ha preferito fare un ragionamento meramente campanilistico. Dal mantenimento, nel nostro territorio, di tale servizio ne traggono beneficio tutti gli operatori ed i cittadini della vallata e non solo Montevarchi. Se consideriamo che, in questo momento, tra i Comuni di Montevarchi e Terranuova, è in discussione l’ulteriore attivazione di servizi associati, le parole espresse da Barbagli nei confronti di Montevarchi, oltre ad essere poco rispettose, denotano una mancanza di visione amministrativa e politica complessiva che possono solo che amplificare le tensioni. 

Crediamo che nell’auspicato confronto, tra le tre principali amministrazioni del Valdarno Aretino (Montevarchi, Terranuova e San Giovanni), siano coinvolte tutte le parti sociali ed in particolar modo l’Associazione degli avvocati del Valdarno affinché tutta la comunità si senta parte attiva nella difesa di quest’ultimo presidio di giustizia di prossimità.

Il Gruppo Consiliare

martedì 26 novembre 2013

Opache trasparenze sulla gestione della nuova biblioteca

La nuova biblioteca sta per essere aperta, viene annunciata l'apertura contestuale di un Centro Culturale denominato Fabbrica della Conoscenza, e veniamo a conoscenza, tramite una comunicazione ufficiale di un membro del Consiglio della Biblioteca, che il Consiglio stesso non è stato più convocato dal giugno scorso, nonostante vari membri avessero richiesto esplicitamente che fosse riunito proprio per affrontare temi urgenti come il trasloco alla nuova sede, la campagna di sensibilizzazione e promozione della nuova biblioteca, il tema degli orari di apertura e della gestione di tutto il sistema e la questione della sicurezza statica dopo che era emersa la difformità del progetto rispetto a delle prescrizioni contenute nel collaudo della struttura.
Non conosciamo i motivi di quello che si configura come un'evidente azione di ostruzionismo da parte del presidente del Consiglio della Biblioteca, come non conosciamo ancora il piano di costi e di gestione dei nuovi servizi della nuova struttura, più volte richiesti alla Giunta ed all'Assessore alla Cultura, e che ci auguriamo saranno forniti finalmente nella prossima seduta del Consiglio Comunale in forma di risposta alla nostra ennesima interrogazione.

Non si può parlare soltanto di trasparenza nei convegni e nei seminari: la trasparenza amministrativa è un metodo di governo che probabilmente questa amministrazione ancora non ha pienamente recepito.

Si prenda proprio il caso del nuovo Centro Culturale della Ginestra: tutti ci auguriamo a questo punto, visti gli importi che sono stati investiti, che la Nuova Biblioteca diventi davvero un centro di aggregazione culturale per tutto il territorio. A tal proposito, ci sarebbe piaciuto conoscere il numero degli attuali frequentatori della biblioteca, il tasso di prestito librario ed altri indicatori che, siamo convinti, l'Amministrazione e l'ufficio cultura hanno e che farebbero bene a pubblicare, o se sono già pubblicati all'interno del sito istituzionale a bene indicare, per poterli così confrontare il prossimo anno con quelli generati dal nuovo Centro. Il Consiglio della Biblioteca ha questi numeri? Esiste un rapporto che indica come e con quali azioni si intenda promuovere e favorire la partecipazione di famiglie, scuole, bambini ecc. ecc. alle nuove opportunità offerte della Nuova Biblioteca?

A quanto abbiamo visto nel corso della presentazione della Nuova Biblioteca lo scorso Martedì 19, gli oltre 300.000 euro spesi negli ultimi anni nella promozione di eventi allo scopo di creare una nuova identità alla Ginestra a conti fatti hanno generato soltanto un'associazione.

Alla presentazione di un Centro Culturale che ha l'ambizione di essere il luogo dove far convivere, di nuovo: giovani, bambini, famiglie, associazioni, studenti, artisti e cittadini, erano presenti in pratica solo gran parte degli attuali utilizzatori, alcuni responsabili del personale e pochi altri. Non abbiamo visto, purtroppo, la società civile, quella comunità che dovrà animare la Ginestra nel prossimo futuro.

Per questo crediamo che la priorità sia informare e rendere partecipi i cittadini circa i piani di studio delle politiche del nuovo Centro, con cifre scritte nero su bianco, illustrare i piani di gestione e dei costi, dare comunicazioni agli organi di controllo puntuali e tempestive, rispondere alle interrogazioni contestuali o al massimo entro 30 giorni come da termini di legge, ottemperare senza indugi alle impegnative votate al Consiglio Comunale: questa è trasparenza, questo è il minimo sindacale per una giunta che si definisce di sinistra e progressista.
Dal confronto costruttivo e dalla trasparenza delle azioni tutti ne trarranno benefici: per questo invitiamo il sindaco, l’assessore e la maggioranza ad avviare un confronto a tutto tondo per dare a questo progetto la possibilità di avere un futuro.

venerdì 31 maggio 2013

Lettera al Sindaco di Montevarchi sulla situazione di Villa Pettini


Egregio Sindaco,

dopo aver appreso la notizia che, il prossimo 30 giugno, l’attuale gestore della scuola materna di Villa Pettini (Cooperativa Maria Teresa Scrilli) sembrerebbe intenzionato a chiudere la sede scolastica, abbiamo sentito l’obbligo morale e il dovere civile di scriverLe sia per esprimere il nostro disappunto che per invitarLa ad attivarsi per salvare un’importante servizio presente all’interno del territorio comunale. Siamo convinti che vi siamo molti buoni e nobili motivi per giustificare l’esigenza di salvaguardare una scuola, quella di Villa Pettini, che da oltre 50 anni svolge, in modo professionale ed efficiente, un importante servizio. Secondo noi con la chiusura si rischia di perdere anche il ricordo di centinaia di bambini del Valdarno, adesso uomini e donne, e di decine di insegnanti e maestre che hanno lavorato con passione in questo asilo che oggi rappresenta un valore per il territorio e per tutti i cittadini una delle poche realtà private che ha svolto un indiscutibile servizio alla comunità ed alle famiglie del nostro Comune e di altri Comuni del Valdarno.
Inoltre siamo contrari alla chiusura perché, dal prossimo settembre, i bambini e le famiglie che attualmente frequentano la scuola si troverebbero senza questo servizio, con grossissime difficoltà di ricollocamento sia per i bambini sia per il personale docente. Difendere la scuola significa anche proteggere il posto di lavoro delle attuali insegnanti e una delle poche strutture che permette ai bambini di vivere a contatto con la natura dato che, i piccoli alunni, possono usufruire del parcogiardino della villa.
Infine ci battiamo per la permanenza della struttura perché vorremmo vedere rispettate le volontà testamentarie morali e sociali della signora Pettini, la quale voleva che venisse onorata la memoria del proprio figlio anche tramite l’apertura di una Scuola-Asilo.
Pur comprendendo che si parla di strutture e servizi svolti da privati Le chiediamo che, insieme alla sua Giunta, sostenga la difesa dell’asilo di Villa Pettini facendosi, con atti concreti, parte attiva nei confronti della Cooperativa e della Proprietà, verificando le motivazioni che hanno indotto alla chiusura della struttura e proponendo eventuali soluzioni che possano coinvolgere il Comitato Pro-Bimbi di Villa Pettini , ma anche l’amministrazione e la comunità tutta. La invitiamo non solo ad adoperarsi affinché favorisca il confronto e la mediazione tra la proprietà e il Comitato pro-bambini di Villa Pettini, ma anche a riferire al prossimo Consiglio Comunale le iniziative intraprese e quelle che intende intraprendere per la salvaguardia dell’asilo. Infine le chiediamo di poter, a livello istituzionale, incontrare le parti al fine di poter anche noi contribuire, per quanto in ns. potere, a favorire la risoluzione delle controversia.

Certi di un suo sollecito interessamento Le inviamo cordiali saluti.

Mauro BUFFONI – Fabio CAMICIOTTOLI – Flavio NARDI

lunedì 14 gennaio 2013

Rifiuteria di CSA: Montevarchi paga più di altri.


IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTEVARCHI RIUNITO IN DATA 21 Dicembre 2012

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: CSA – Perché Il comune deve concorre economicamente alla realizzazione della rifiuteria di Levanella? E' proprio una priorità?

Vista la delibera di giunta comunale numero 269 dello scorso 19 dicembre con cui è stato approvato, in linea economica, il progetto esecutivo denominato “adeguamento di un centro di raccolta dei rifiuti urbani, raccolti in modo differenziato, posto in località Levanella, nel comune di Montevarchi “, e già approvato in linea tecnica con deliberazione di giunta comunale n. 129 del 31 maggio 2012.

Ricordato che il centro di raccolta dei rifiuti urbani di Levanella è una struttura che dovrebbe servire non solo al comune di Montevarchi ma anche a quelli confinanti. Tale affermazione si evince tra l'altro dal piano industriale su cui è stata effettuata, dall'Ato Toscana Sud dei rifiuti, la gara di appalto per l'affidamento del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani di ambito per i comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto.

Rilevato che il Comune con Delibera di Giunta 129 del 31 maggio 2012 ha approvato, in linea tecnica, il progetto esecutivo di CSA prima dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale della modifica allo schema di convenzione, avvenuta con la Delibera del 24 luglio numero 67.

Ricordato che il Consiglio Comunale con la delibera 67 (votata dalla maggioranza) ha permesso, a differenza di quanto fatto per altri casi, alla CSA di realizzare solo parte della scheda norma con una semplice modifica dello schema di convenzione.

Riscontrato che nella delibera 67 del Consiglio Comunale non si è fatto mai riferimento al fatto che in data 31 maggio era stato approvato, dalla Giunta Comunale, il progetto esecutivo in linea tecnica.

Osservato che il comune di Montevarchi con la delibera di Giunta 269 si è impegnato a compartecipare alle spese per la realizzazione dell'infrastruttura per ben 86.502,45 euro mentre la CSA partecipa per euro 22.500,00 con la restante parte a carico Regione.

Rilevato che l'opera sembrerebbe nascere su una proprietà di CSA

Constatato che la Giunta intende reperire i fondi a scapito della sistemazione delle aree verdi e giardini che secondo il sottoscritto necessitano insieme alla manutenzione delle scuole, come più volte richiesto, di interventi straordinari e non procrastinabili. Tali risorse invece potevano essere impiegate oltre che per la manutenzione del Verde per quelle delle scuole come ad esempio per la scuola materna del Pestello e delle elementari di Levanella che hanno molti problemi.

Rilevato che nel piano degli investimenti e nel piano delle opere pubbliche non ho individuato tale opera.

CHIEDO AL SINDACO E ALL'ASSESSORE COMPETENTE (a risposta scritta)

1. I motivi per cui il Comune di Montevarchi debba concorrere economicamente alla realizzazione di un'opera infrastrutturale di questo tipo che tra l'altro sarà usufruita anche da altri comuni
2. Se ritenga congruo impegnarsi economicamente in assenza di una chiara volontà del Consiglio Comunale
3. Quali accordi il Comune ha intrapreso con CSA in merito alla gestione di tale impianto
4. Perché ritiene prioritario destinare risorse alla realizzazione dell'impianto e non alla manutenzione delle scuole, giardini e impianti sportivi.

Chiedo infine che venga effettuata quanto prima un'audizione al presidente di CSA che ricordo è espressione del Comune di Montevarchi e che in base al nostro regolamento sulle nomine negli enti dovrebbe collaborare con il Consiglio Comunale e l'Amministrazione

Fabio CAMICIOTTOLI

CSA e CSAImpianti: il consiglio comunale espropriato


IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTEVARCHI RIUNITO IN DATA 21 Dicembre 2012

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: CSA e CSA Impianti scelte di fusione e costituzione di una nuova Società compiuta espropriando il Consiglio Comunale delle loro prerogative d'indirizzo e controllo

Visto che il Comune di Montevarchi, con il 12,03% detiene, dei soci di parte pubblica, la quota azionaria più rilevante della società Centro Servizio Ambiente che gli permette, tra l'altro, di esprimere il  presidente. 

Ricordato che il Comune di Montevarchi detiene anche il 4,05% delle quote societarie di CSA impianti. 

Riscontrato che le due società sono ritenute, per i servizi che svolgono, strategiche per il Comune di Montevarchi.

Osservato che il sindaco di Montevarchi, contestualmente all'atto di nomina del rappresentante del Comune all'interno del CdA di CSA, non ha impartito al nominato, come tra l'altro previsto dalla legge, specifici obiettivi da perseguire nel mandato.

Rilevato da alcuni organi di stampa che a seguito della gara, effettuata dall'ATO Toscana sud dei rifiuti, per l'affidamento del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani di ambito per i comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto è stata costituita la società “Sei Toscana”. Tale società nasce dalla fusione delle attuali aziende che già operavano in questo campo (comprese CSA e CSAImpianti).

Visto che l' A.T.I. (Associazione Temporanea di Imprese) che si è aggiudicata la gara bandita dall'ATO Toscana sud era costituita da: Sienambiente con funzione di mandataria, l’aretina Aisa, Cooplat, Coseca, Unieco e la Castelnuovese. In tale raggruppamento di imprese vi sono presenti i soli soci privati di CSA e CSAImpianti e non le due partecipate dal nostro Comune.

Osservato, dal sito istituzionale della nuova società “http://www.seitoscana.it” che la nuova azienda è stata costituita nell'ottobre del 2012 e vi fanno parte tra l'altro, come soci, sia CSA e CSAImpianti che i soci privati delle stesse. Tale condizione fa sì che, nella nuova società, i soci privati di CSA e CSAImpianti (che ricordo detengono le quote di minoranza) abbiano un peso maggiore del socio pubblico in quanto detengono quote azionarie dirette e indirette. A parere del sottoscritto questa condizione oltre a diminuire, nella nuova società, il peso politico della parte pubblica di CSA e CSAImpianti potrebbe determinare possibili conflitti.

Visto il nostro regolamento per le nomine nel quale si enuncia l'obbligo del nominato di collaborare con il Consiglio Comunale e l'Amministrazione per favorire le azioni d'indirizzo e di controllo.

Ricordato che nell'interrogazione in merito alla modifica degli articoli 4, 19, 28 e 33 bis dello statuto di CSAImpianti che ampliavano gli scopi sociali, posta al sindaco dal sottoscritto in data 30 marzo 2012, chiedevo, tra i vari quesiti, che vi fosse un controllo più stretto e cogente sulle società partecipate legata al ciclo dei rifiuti.

Ricordato che a fronte delle numerose richieste del sottoscritto il Sindaco, pur condividendo l'esigenza e la necessità di analizzare con più attenzione l'andamento delle società partecipate ed il management, non ha mai dato seguito agli impegni dichiarati.

Registriamo che non è mai stato portato, all'attenzione del Consiglio Comunale, nessun atto o resoconto inerenti le due società.

Ricordo inoltre che il presidente di CSA non ha mai fornito, al sottoscritto, spiegazioni su alcuni capitoli di spesa.

Considerato che, pur avendo il Consiglio Comunale competenza d'indirizzo e controllo anche sulle società partecipate, all'attenzione dei Consiglieri Comunali non vi è stata portata né una nota né una relazione del Presidente di CSA (presidente espressione del Comune) e CSAImpianti né tanto meno una proposta di delibera d'indirizzo alla costituzione della nuova società.

CHIEDO AL SINDACO ANCHE NELLA SUA QUALITA' DI RAPPRESENTANTE DEL COMUNE NELL'ASSEMBLEA DEI SOCI

1. Per quali motivi, per una questione così rilevante non sia stato interessato il Consiglio Comunale.
2. Quali sono le strategie della nuova società e quali ripercussioni si possono avere, anche in termini di costi, per gli attuali servizi spazzatura e di raccolta rifiuti
3. Di avviare un serio confronto all'interno delle commissioni per attuare quelle forme d'indirizzo e controllo attualmente poco esercitate.

Chiedo infine se, per il Sindaco e Presidente del Consiglio, il comportamento attuato dal nominato dal Comune di Montevarchi in seno al CdA di CSA sia conforme al regolamento approvato da quest'aula.

Fabio CAMICIOTTOLI

Difensore civico: verifica della collaborazione del Comune


IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTEVARCHI RIUNITO IN DATA 21 Dicembre 2012


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: Difensore Civico uno strumento di tutela dei cittadini-utenti rispetto all'attività
dell'amministrazione – Verifica collaborazione da parte del Comune

Ricordato che nella relazione del Difensore Civico, riferita all'anno 2009-2011 e presentata nel Consiglio Comunale dello scorso 20 aprile venne dichiarato che molto spesso gli uffici non danno risposte o le forniscono in tempi non accettabili tanto che vi erano istanze ancora in corso. Inoltre evidenziavano che gli uffici comunali in molti casi rispondono anche in modo non puntuale e non esaustivo.

Considerato che nell'approvazione della relazione del Difensore Civico fu approvato all'unanimità un atto d'indirizzo, presentato dal sottoscritto, che impegnava il sindaco affinché gli uffici forniscano all'ufficio del Difensore Civico, anche al fine di chiudere le pratiche aperte, le risposte puntuali e in modo celere.

CHIEDO AL SINDACO E ALL'ASSESSORE COMPETENTE

1. Se è stato perseguito l'atto d'indirizzo approvato lo scorso 20 aprile

Chiedo infine al Presidente del Consiglio di attivarsi per mettere a disposizione dei Consiglieri Comunali la relazione annuale dell'attività dei Difensori Civici e di conseguenza attuare lo Statuto Comunale.

Fabio CAMICIOTTOLI

I Sindaci Valdarnesi in ordine sparso all'assemblea Publiacqua


IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTEVARCHI RIUNITO IN DATA 21 DICEMBRE 2012

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: Sindaci Valdarnesi poco coesi all'interno dell'assemblea di Publiacqua che indeboliscono ulteriormente la nostra valle

Vista la notizia diffusa attraverso alcuni organi di stampa, non smentita dal sindaco e dall'Amministrazione Comunale, che solo i 4 primi cittadini di Pian di Scò, Terranuova, Incisa e San Giovanni si sono espressi contro la deliberazione dell'assemblea dei soci di Publiacqua per il rinnovo del CdA. I quattro sindaci hanno motivato la loro posizione in quanto ritengono che il Valdarno con i suoi 100 mila abitanti non sia giustamente rappresentato all'interno del CdA.

Considerato che, pur essendo le tariffe applicate da Publiacqua SpA tra le più alte (non solo della Toscana), non si registrano, da parte della società, adeguati investimenti per migliorare il sistema di  approvvigionamento, potabilizzazione e depurazione delle acque fognarie all'interno del nostro territorio Comunale.

Osservato che il sito internet di Publiacqua SpA è carente in merito alla messa in rete delle informazioni sulla governance, sulle verifiche della qualità dell'acqua, sugli investimenti per opere e sull'affidamento delle prestazioni per servizi, fornitura e affidamento lavori.

Considerato che, in data 29 settembre 2011, pur avendo votato all'unanimità una risoluzione, alla mozione presentata da Mauro Buffoni del Gruppo Consiliare Democratici e Progressisti, che impegnava il sindaco e la Giunta Comunale ad inserire, all'interno del sito del Comune, tutti i dati della potabilità forniti periodicamente dalla USL, allo stato attuale, non è migliorata in termini di trasparenza la messa on-line di tali documenti. Con tale risoluzione veniva, inoltre, richiesto al sindaco di attivarsi presso il gestore del servizio idrico e l’Autorità di Ambito affinché nelle fatturazioni fossero esposte le letture di riferimento su cui vengono determinati i consumi.

Considerato che il sindaco anche dopo l'ultima interrogazione dello scorso 29 ottobre ha dichiarato che si sarebbe impegnato a porre all'attenzione di Publiacqua SpA la necessità, sia di maggiore trasparenza, che di maggiori investimenti alla rete di distribuzione per ovviare ai numerosi problemi presenti sulla rete di distribuzione.

Viste le risposte non esaurienti e aleatorie fornite ai Consiglieri Comunali dai rappresentati di Publiacqua SpA nell'audizione dello scorso mese in merito alle modalità per migliorare la potabilizzazione, agli investimenti e alla trasparenza.

Pienamente condivisibili, dal sottoscritto consigliere, le posizioni espresse, all'interno dell'assemblea di Publiacqua, dai sindaci Viligiardi, Betti, Amerghi e Giovannoni. Ritengo che il poco peso politico espresso dalla Vallata all'interno del CdA sia una delle cause principale che determinato, a fronte di sempre maggiori e più alte tariffe, investimenti non adeguati.

Ritenuto un errore politico assistere, nella nostra vallata, a sindaci (tutti provenienti dalla stessa area politica “PD”) che non riescono ad esprimere in assemblee così importanti posizioni univoche in quanto la differenziazione di posizioni indebolisce ulteriormente il peso politico della nostra valle e la possibilità di far ratificare e accogliere istanze provenienti dal nostro territorio. Tutto ciò conferma, inesorabilmente, la poca capacità d'iniziativa comune e di sintesi dei sindaci della nostra vallata.

CHIEDO AL SINDACO NELLA SUA QUALITA' DI MEMBRO DELL'ASSEMBLEA (in forma scritta)

1. Quali sono stati i motivi che lo hanno indotto ad esprimere, in assemblea, un voto diverso rispetto a quello effettuato dagli altri 4 sindaci del Valdarno
2. Quali iniziative politiche, all'interno dell'assemblea, ha intrapreso affinché siano attuati gli impegni presi in Consiglio Comunale.
3. Di attivarsi insieme agli altri sindaci del Valdarno perchè, quanto prima, possa essere fatta un'audizione congiunta di vallata, aperta a tutti i consiglieri comunali, con il neo presidente di Publiacqua SpA.

Fabio CAMICIOTTOLI

venerdì 2 novembre 2012

Mozione: Costi della nuova biblioteca alla Ginestra


Consiglio Comunale di Montevarchi
Seduta 29 ottobre 2012

Premesso che la situazione economica, sia a livello nazionale sia a livello locale, versa in condizioni difficile ed impone a tutte le amministrazioni di spendere con parsimonia ed oculatezza le poche risorse pubbliche a disposizione ;

Constatato che il primo cittadino ha costantemente espresso, anche pubblicamente, che la minor capacità di spesa del comune è indotta  dagli ingenti tagli nei trasferimenti attuati e programmati dal Governo centrale;

Preso atto che nell’ultimo anno vi sono stati aumenti delle tariffe da parte di questa amministrazione;

Considerato che i finanziamenti regionali per quanto concerne il progetto PIUSS riguardano le costruzioni delle opere e non, ad esempio, le promozioni nel territorio di tali opere;

Rilevato che negli ultimi due mesi sono stati spesi, ad esempio, 44 mila euro per attività ed eventi connessi alla inaugurazione della biblioteca, per predisporre piani di comunicazione e per supportare l’amministrazione sia nella programmazione, progettazione e gestione sia per migliorare lo spostamento e allocazione del patrimonio librario;

Osservato che, a causa delle scarse risorse economiche a disposizione, il Sindaco e la Giunta non hanno dato avvio né all'implementazione del sito per attuare forme di maggior trasparenza (come ad esempio la messa in rete di tutte le delibere e determine) né, tanto meno, al progetto di comunicazione Istituzionale che si rende sempre più doveroso, necessario ed opportuno;

Impegna il Sindaco e la Giunta Comunale di Montevarchi

A non stanziare altre risorse economiche, fino alla data dell’inaugurazione della nuova biblioteca alla Ginestra, ad  associazioni, enti e soggetti terzi in genere  per le seguenti attività:

-          costruzione o formazione dell’identità della nuova biblioteca;

-          creazione e gestione delle relazioni con le attività co-programmate e gestite dalle associazioni;

-          programmazione delle attività connesse al trasloco ed alla attivazione dei servizi;

-          analisi delle relazioni tra spazi, organizzazione bibliografica e servizi, nonché analisi dei modelli e profili di gestione dei contenuti digitali;

-          organizzazione delle collezioni, dei contenuti, delle attività;

-          comunicazione  e marketing della biblioteca, della sua identità e dei suoi servizi; nonché per strategie, attività, eventi connessi alla inaugurazione;

-          costruzione di  modelli di gestione integrato relativo ai servizi classici della biblioteca ed alla programmazione e gestione delle attività e dei laboratori;

-          per  supportare  l’amministrazione nella programmazione, progettazione e gestione, nonché per piani di comunicazione integrati riferiti all’attività del polo Culturale;

-          per attivare forme di relazione con istituti / enti finalizzate al riconoscimento  del valore del Polo a livello regionale, nazionale ed internazionale;

-          per instaurare reti di rapporti utili a realizzare forme di found rasing;

Impegna altresì il Sindaco e l'Assessore competente ad avviare un confronto nelle sedi Istituzionali, sia per individuare tutte quelle azioni necessarie affinché durante lo spostamento della Biblioteca non vi siano disservizi per l'utente, sia sulle attività e i relativi costi di gestione per poter fin da oggi quantificare le risorse che si renderà, nei prossimi anni, necessario reperire.

Fabio Camiciottoli
Flavio Nardi
Mauro Buffoni

N.d.R.: la mozione è stata poi respinta dalla maggioranza con la sola astensione del consigliere Magini.



martedì 3 luglio 2012

Lettera aperta ai cittadini, alla maggioranza di Palazzo Varchi, al Sindaco protempore


Se a Montevarchi c’è qualcuno che umilia la città, il Consiglio comunale e le istituzioni, il Sindaco pro-tempore FM. Grasso lo può individuare facilmente guardandosi allo specchio e confrontandosi con se stesso.

Nessuna visione del futuro della città, una serie scombinata di atti amministrativi a volte contraddittori, a volte con legittimità problematica, furbate quali le delibere relative al Cimitero del capoluogo quando, senza averne diritto, pretendeva di saccheggiare dalle tasche dei cittadini un milione di euro. E poi, mozioni del Consiglio comunale disattese e lasciate all'oblio – a partire da quelle sulla trasparenza amministrativa -, atti fondamentali quali quelli concernenti le aliquote IMU non portate al dibattito pubblico, dribbling insistiti rispetto alle vicende delle società partecipate a partire dalla Farmacia comunale che sembra ormai ridotta a
una “novella dello stento”. Ancora: aumento generalizzato di ogni forma di tributo o tassa e incapacità totale di affrontare la razionalizzazione della spesa e la messa in efficienza della macchina burocratica. A un anno circa dal suo insediamento il Sindaco pro-tempore Grasso ha mostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, la sua
insufficienza e inadeguatezza. E per carità di patria, conviene tacere sulle mirabolanti promesse fatte in campagna elettorale a fronte del nulla realizzato a oggi.

Ci verrebbe da notare e da fargli notare, peraltro, che la sua maggioranza conta il 60% dei seggi, ed è autosufficiente. Se venerdì scorso è mancato il numero legale, il Sindaco pro-tempore guardi prima in casa propria. Non è difficile, si tratta di semplice aritmetica e se s’impegna può farcela.

Quanto all’amare la città non accettiamo lezioni da chi non fa niente per contrastarne il declino se non organizzare continuamente inaugurazione di mezze opere, quarti d’opera o finte opere, magari ringraziando platealmente chi per cedere terreni ha avuto giustamente il corrispettivo in capacità edificatoria che un domani potrà trasformarsi in denaro sonante. Montevarchi ha bisogno e si merita ben altro del’ipocrisia e del “tutto va bene” grassiano.

Della consigliera Caporaso e della sua ormai lunga telenovela abbiamo già scritto e non ci interessa tornarci sopra. Troviamo singolare che il Sindaco, nelle parole pronunciate a caldo venerdì, auspicasse la presentazione di una mozione di sfiducia da parte delle minoranze consiliari. Può fargliela lui, l’IDV o il PD stesso visto che si è pronunciato per il “passo indietro”. Noi valuteremo sul momento cosa votare.

Al PD, all’Italia dei Valori, agli altri consiglieri e gruppi della maggioranza di Palazzo Varchi ci sentiamo di porre una semplice domanda: quanto, in una situazione difficile come quella che i cittadini e le famiglie stanno vivendo, è possibile sopportare l’inconsistenza dell’amministrazione, quel continuo giocare “alle tre carte” che la caratterizza, prima di chiederne politicamente conto? Noi, per parte nostra, siamo disponibili a un confronto sereno e produttivo sulle regole da seguire e le cose da fare per il bene della città.

venerdì 29 giugno 2012

Un gesto estremo per far riflettere. Le motivazioni.


Scegliere di disertare la seduta del Consiglio Comunale è un atto estremo che abbiamo deciso, a malincuore, di attuare come forma silenziosa di protesta e con la speranza di mettere la maggioranza consiliare di fronte alle proprie responsabilità.
La vicenda che riguarda l’attuale Vice presidente del Consiglio altro non è che l’ulteriore prova della confusione che alberga nel Partito Democratico di Montevarchi, nel suo gruppo consiliare, nella maggioranza di Palazzo Varchi. Le affermazioni che Sara Caporaso ha fatto sui dipendenti pubblici erano sicuramente fuori luogo, generiche e screditanti un’intera categoria di lavoratori, tali da meritare il passo indietro dalla carica istituzionale che riveste. Sara Caporaso non ha mostrato di avere la giusta sensibilità e da svariati giorni stiamo assistendo ad un balletto che ha coinvolto l’IDV, il PD e anche la CGIL che ha dimostrato di avere un interesse intermittente per la dignità dei lavoratori pubblici: acuto nel caso in questione, meno partecipe nel caso dei dipendenti della Farmacia Comunale. Comunque sia, aspettiamo di vedere come finirà l’ennesima telenovelas che coinvolge l’amministrazione e la maggioranza che governa la città, con la speranza sempre viva che prima o poi vengano ristabilite regole certe e si possa, poi, dibattere sulle scelte da fare in una situazione che, per i cittadini e le famiglie, è sempre più difficile.

La questione Caporaso – una consigliera giovane e inesperta, poco portata all’idea di imparare, molto a quella di sentenziare – rivela comunque un tratto fondamentale dell’amministrazione cittadina. Scarso o nullo rispetto per il Consiglio comunale, atti di governo confezionati senza logica e sovente con dubbia regolarità (Cimitero docet), tendenza a dimenticare gli impegni presi (atti di trasparenza, elenco delle aziende da invitare alle gare, ecc. ecc.), incapacità di concepire azioni di largo respiro per il futuro della città. Un’amministrazione che si sta distinguendo per l’ossessiva ricerca di soldi mettendo sempre più le mani nelle tasche dei cittadini e delle aziende (la tassa di soggiorno è solo l’ultimo esempio) ma non affrontando mai il tema dei risparmi possibili e della messa in efficienza della macchina comunale.

La scelta di disertare la seduta del Consiglio comunale è, quindi, la nostra risposta di oggi all’insoddisfazione profonda che proviamo e che, con noi, provano i cittadini. Ed è anche il richiamo ai partiti e ai gruppi consiliari che sorreggono la Giunta Grasso a dimostrare di avere a cuore le sorti della città dando seguito a quanto, ancora timidamente, lasciano trasparire nei giornali e nell’informazione.

Siamo convinti che in quei partiti e in quei gruppi molte delle nostre preoccupazioni sono avvertite. Si tratta, oggi, di compiere, ognuno nel proprio campo, atti conseguenti e ristabilire un clima positivo di dibattito e di azioni.

Il Gruppo Consiliare

sabato 1 ottobre 2011

Brutta vicenda in Consiglio Comunale: si rende inefficace, a priori, la mozione sul trasferimento della Biblioteca in seguito ad azioni amministrative discutibili.


Una brutta vicenda quella che è avvenuta nel Consiglio Comunale di Montevarchi dello scorso 29 settembre. Il Sindaco Francesco Maria Grasso e il Presidente del Consiglio Comunale Luciano Taddeucci hanno portato alla discussione dell'aula la mozione per evitare lo spostamento della Biblioteca  senza  mettere a conoscenza, di tutti i consiglieri, che il giorno prima era stato firmato il Provvedimento Dirigenziale n. 1496.
Con tale atto, il dirigente ai lavori pubblici, aveva proceduto alla nuova aggiudicazione dell'appalto per la realizzazione della nuova biblioteca alla Ginestra individuando, come ditta aggiudicataria, la seconda arrivata al precedente bando.
Non solo questo, ma sempre che avvenisse il dibattito all'interno dell'assise consiliare, la ditta Germana Costruzioni, che è la ditta in questione e quella esecutrice dei lavori nel Palazzo del Podestà, aveva già sottoscritto per accettazione tale determina dirigenziale.

Purtroppo, a causa di questo fatto, il dibattito avvenuto in Consiglio Comunale nella discussione della mozione passa in secondo piano rispetto alle questioni amministrative avvenute nelle ore precedenti. Un dibattito, che pur nella sua asprezza, è stato intenso ed appassionante perché ha coinvolto tutti i consiglieri e ha fornito anche molti spunti interessanti. Quanto avvenuto svilisce e relega il valore del Consiglio e dei suoi rappresentanti, eletti dai cittadini, ai minimi termini.

La prassi adottata dall'Amministrazione Comunale, per l'individuazione della ditta esecutrice dei lavori, è quanto mai inusuale con situazioni poco chiare che secondo noi potrebbero mettere seri dubbi anche sulla reale efficacia dell'atto stesso.

Il Sindaco e il Presidente del Consiglio, non mettendo a conoscenza di tutto il Consiglio Comunale il fatto che era stata redatta la Determina dal Dirigente ai Lavori Pubblici, hanno dimostrato non solo arroganza politica verso i molti consiglieri ignari, ma anche superficialità. Infatti, nel caso in cui il Consiglio Comunale avesse recepito la mozione di non spostare la biblioteca si sarebbero potute aprire problemi legali per l'Amministrazione e, anche, per tutti i Consiglieri che avevano votato positivamente l'atto in discussione.

Sottolineando che quanto accaduto è grave, confidiamo che il Presidente del Consiglio Luciano Taddeucci, che in più di una volta ha sottolineato di voler essere quella figura di garanzia e di tutela dell'Istituzione Consiglio Comunale, prenda pubblicamente una posizione in merito a quanto avvenuto per salvaguardare il valore e l'autonomia dell'Assemblea Elettiva.

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