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sabato 9 giugno 2018

Installazione limitatori di velocità su via Marconi e via Aretina

Fabio Camiciottoli dichiara: " Per quanto riguarda via Marconi e via Aretina in più di un'occasione abbiamo sostenuto la necessità di definire un progetto di medio respiro su cui impegnare l'Amministrazione perché su tale tratto di strada continuano ad esservi forti criticità. Oramai si registrano molti incidenti e riteniamo che occorra il più velocemente possibile mettere in atto più azioni affinché venga, specialmente in certe ore, limitata la velocità di transito. In questo ultimo anno sono state poste ben 3 interrogazioni e purtroppo dopo tanti annunci ancora non si è mosso nulla. Apprendiamo che l'Amministrazione avrebbe intenzione di realizzare delle isole pedonali anziché passaggi pedonali rialzati che potevano garantire maggiori effetti in termini di abbassamento della velocità ed è per questo che abbiamo presentato questa mozione per partendo da quello che vuole realizzare l'Amministrazione tende ad aumentare i livelli di sicurezza ".

Segue la mozione presentata.

PREMESSO CHE la viabilità di via Marconi e via Aretina presentano criticità crescenti dovute ai volumi di traffico, alla dimensione della carreggiata e all’assenza di adeguati spazi per la circolazione dei pedoni e delle biciclette.

CONSIDERATO CHE questo gruppo consiliare in più di un’occasione ha sollecitato il Sindaco ad intervenire sulla sicurezza della via Marconi proponendo, anche, soluzioni specifiche che al momento purtroppo non sono state attuate da parte dell’Amministrazione Comunale.  In particolare veniva ravvisata la necessità di realizzare in tempi rapidi: idonei passaggi pedonali rialzati ed opportunamente illuminati, il  rifacimento di idonei marciapiedi ed ulteriori parcheggi.

CONSIDERATO INOLTRE CHE questa Amministrazione ha ritenuto di realizzare delle isole pedonali anziché passaggi pedonali rialzati che potevano garantire maggiori effetti in termini di abbassamento della velocità.

RITENUTO, di contro, necessario ed urgente attivare ulteriori accorgimenti tecnici che facilitino la sicurezza della via Marconi e di via Aretina.

Tutto cio premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTEVARCHI

Ritiene che occorra mettere in atto specifiche azioni affinché, lungo la ex Strada Statale, possano essere individuate soluzioni che permettano un sostanziale abbattimento della velocità dei veicoli che vi transitano e siano attuate opere atte a migliore la sicurezza.

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

A fornire specifici indirizzi agli uffici affinché, insieme alle isole pedonali preannunciate in Consiglio Comunale,  siano messe in opera delle soluzioni atte a limitare la velocità di transito dei veicoli sulla ex Strada Statale installando opportuni rilevatori di velocità e sistemi d’illuminazione che garantiscano maggiore sicurezza la strada.

A proporre in tempi brevi un progetto al Consiglio Comunale con una contestuale variazione di bilancio per destinare le risorse necessarie al perseguimento di tale obiettivo.

A riferire prontamente in Consiglio sulle motivazioni e sulle scelte compiute.


Il Gruppo consiliare AVANTI MONTEVARCHI
Relatore : Fabio Camiciottoli
Capogruppo : Paolo Antonio Ricci

sabato 22 luglio 2017

Una commissione d’inchiesta per chiarire le vicende di Valdarno Sviluppo

Presentata una mozione per il consiglio comunale

Avanti Montevarchi, PD e 5 Stelle per la trasparenza sulla partecipata

Accendere i riflettori sulle vicende di Valdarno Sviluppo, su quanto ha fatto per il sistema economico del territorio e sui motivi che hanno condotto la società al fallimento decretato dal Tribunale di Arezzo nel marzo scorso. E’ questo il senso della mozione presentata, per la prossima seduta del Consiglio comunale di Montevarchi da Avanti Montevarchi, Partito Democratico e 5 Stelle, e che punta ad ottenere la rapida costituzione di una Commissione d’inchiesta. A convincere i consiglieri di minoranza sull'opportunità di indagare sul percorso della società partecipata anche le parole dell’assessore al Bilancio che, in una recente intervista, ha ipotizzato, gravi inefficienze, incompetenza ed errori tecnici nel lavoro svolto da Valdarno Sviluppo in oltre un ventennio di attività. Partecipata da tutti i comuni  valdarnesi, dalle Province e dalle Camere di Commercio di Arezzo e Firenze, da primari istituti di credito, da associazioni di categoria, la società ha lavorato, utilizzando fondi nazionali in primis, alla creazione di aree industriali, all'insediamento di nuove aziende, alla formazione, svolgendo anche compiti strumentali per gli enti locali. I consiglieri intendono chiarire, tramite la commissione d’inchiesta, quanto effettivamente realizzato e i rapporti avuti con i diversi comuni a partire, ovviamente, con il Comune di Montevarchi in attesa delle deliberazioni del giudice fallimentare in merito alle pretese avanzate da quest’ultimo. Con un periodo richiesto di sei mesi di lavoro, la commissione dovrebbe acquisire documenti e ascoltare gli amministratori e i direttori tecnici che si sono succeduti nel tempo, i liquidatori, sindaci e assessori, i responsabili delle strutture tecniche comunali. Il percorso dovrà concludersi con una relazione da presentare al Consiglio comunale e all'opinione pubblica montevarchina e valdarnese.  

mercoledì 26 marzo 2014

FAVORIRE ACCESSO AL CENTRO STORICO

Mozione depositata che verrà discussa nel prossimo consiglio del 31 marzo 2014

Premesso che
a seguito delle modifiche alla viabilità (avvenute nel  corso del 2010) sono stati cambiati molti sensi di marcia alle strade limitrofe al Centro Storico. Una scelta che ha modificato profondamente le direttrici viarie che, da un lato, ha reso maggiormente pedonabili le vie del Centro e, dall’altro, ha reso meno diretto e agevole l’accesso al Centro Storico.

i lavori di riqualificazione urbana in corso di esecuzione e la dislocazione di alcuni servizi dal Centro Storico  possono diventare le ennesime azioni che lo indeboliscono e lo impoveriscono. Azioni queste che se non corrette potrebbero vanificare l’obiettivo per cui è stato attuato il PIUSS. Un progetto che, purtroppo. non prevede la sostituzione sottoservizi presenti che darebbero il vero valore all’intervento.

Ricordato che
nel tempo i commercianti e le loro organizzazioni di categoria hanno inoltrato numerose richieste  sia per la modifica dei sensi di marcia di alcune strade sia per la mancanza di parcheggi. In particolare si ricorda che lo scorso gennaio i rappresentanti dei commercianti chiesero al primo cittadino (avendo tra l’altro ricevuto in tal senso delle rassicurazioni) oltre a dei nuovi ed ulteriori parcheggi, in sostituzione di quelli tolti a causa dei lavori in essere, per residenti e clienti degli esercizi commerciali anche il mantenimento di una facile viabilità intorno a Montevarchi.

Preso atto che
le categorie economiche operanti all’interno del Centro Storico dichiarano di aver registrato, in contemporanea all’apertura dei lavori e allo spostamento della Biblioteca, una diminuzione cospicua del loro fatturato con ricadute negative per l’attività.

Ravvisata
l’esigenza di promuovere azioni che tendano a favorire e a far confluire i cittadini verso il centro storico e non ad allontanarli. Azioni queste da perseguire con urgenza rivedendo una parte delle modifiche alla viabilità introdotte nel 2010 e permettendo un maggior accesso alla via Centrale. Richiesta questa posta al sindaco con specifica interrogazione nello scorso Consiglio Comunale del 28 febbraio.

Ritenuto
auspicabile e necessario che all’interno del centro storico siano individuate forme d’incentivo per le attività economiche per  favorire, al contempo, la permanenza di quelle presenti e l’arrivo di nuovi soggetti che possano dare un nuovo impulso economico e sociale. Tali obiettivi si possono raggiungere solo se vengono affiancati ai piccoli interventi come quelli dei parcheggi, azioni straordinarie da attuarsi anche con la rivisitazione delle norme urbanistiche ed edilizie.

Ricordata
la sentenza del 25 maggio 2008 numero 5218 del TAR Lazio-Roma, per la quale andrebbero annullati i provvedimenti in forza dei quali sono stati istituiti i parcheggi a pagamento, laddove non abbiano tenuto conto dell’obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui è vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento.

Sentite
le precise e condivisibili lamentele sia dei commercianti di via Roma e più in generale degli artigiani e degli abitanti del Centro Storico


Il Consiglio Comunale di Montevarchi

IMPEGNA IL  SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE

A promuovere le più opportune azioni amministrative per permettere, nel giro di pochi giorni, l’ingresso diretto a via Roma alle auto e ai motocicli provenienti dal Pestello e da via Dei Mille compreso una rivisitazione dell’ubicazione delle “baracche di cantiere” relative ai lavori di rifacimento di via Cennano.

Ad impartire, agli uffici comunali coinvolti in materia, specifici indirizzi affinché vi sia una rivisitazione del piano della viabilità comunale che abbia gli obiettivi di prevedere: l’apertura al traffico della via Roma per più ore rispetto all’attuale; il cambio di senso di via Mochi, Gorizia e Ammiraglio Burzagli  al fine di correggere le modifiche alla viabilità apportate nel 2010.

Ad attuare una rivisitazione della dislocazione dei parcheggi a pagamento e di quelli liberi in modo tale che vi sia una distribuzione più uniforme di quella attuale ed introducendo un numero maggiore di stalli per sosta con disco orario per attuare appieno il codice della strada e favorire un miglior ed economico accesso ai servizi del Centro Storico.

IMPEGNA ALTRESI’ IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE

A portare all’attenzione del Consiglio Comunale uno specifico piano per individuare nuovi parcheggi, sia per i residenti che per i clienti degli esercizi commerciali per potenziare quelli presenti e per sostitutire quelli tolti a causa dei lavori nel centro storico così come richiesto a gennaio dall’associazioni dei commercianti.

A favorire l’avvio di un confronto tra l’organo consiliare e le associazioni di categoria per concertare ed individuare specifiche azioni amministrative per un possibile ed auspicato sviluppo del Centro Storico cittadino


Mauro Buffoni

Fabio Camiciottoli

lunedì 16 dicembre 2013

E’ il Consiglio Comunale di Montevarchi che per primo e grazie alla nostra azione approva la Mozione in Difesa del Giudice di Pace

Sfortunatamente nei mesi scorsi, a differenza di quanto sta avvenendo ad Aviano grazie all’azione del socialista Enrico Boemi, non siamo purtroppo riusciti a difendere e salvare la sede distaccata del Tribunale. Una difesa fatta con poco coraggio e convinzione dai massimi esponenti politici locali, che deve far riflettere tutti noi e servici da lezione per il futuro. La battaglia vinta ad Aviano testimonia che vi erano delle possibilità per salvare la sede distaccata del tribunale.

Con l’approvazione, da parte di tutti i componenti del Consiglio Comunale di Montevarchi, della mozione per il salvataggio degli uffici del Giudice di Pace ci auguriamo che possa essere intrapreso un percorso per coinvolgere tutte le amministrazioni valdarnesi  nella difesa di questo importante presidio. La mozione approvata, che verrà discussa a breve anche all’interno dei Consigli Comunali di San Giovanni (grazie a Carbini, Martellini e Pia ) e a Terranuova (grazie a Falsetti), impegna infatti il Sindaco sia ad attivarsi per mantenere in Valdarno la presenza di un ufficio del Giudice di Pace coinvolgendo la Conferenza dei Sindaci, sia ad indire, , una conferenza Capigruppo congiunta dei tre principali Comuni del nostro territorio (Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini) per cercare d’individuare collegialmente le modalità per mantenere tale servizio.

Abbiamo accolto positivamente la volontà del Sindaco e della maggioranza che oltre ad avvallare la mozione si sono pubblicamente impegnarti a coinvolgere tutte le Amministrazioni valdarnesi nella difesa degli Uffici del Giudice di Pace. Adesso ci auguriamo che anche nei Consigli Comunali di San Giovanni e Terranuova, con il voto favorevole di maggioranza ed opposizione, venga ratificata un’analoga mozione, così da avviare quanto prima un serio confronto tra le forze politiche presenti all’interno delle tre amministrazioni per individuare le migliori sinergie attraverso cui riuscire a mantenere, indipendentemente dalla sua collocazione territoriale, tale importante presidio nel Valdarno.

In questo senso invitiamo il Sindaco e la maggioranza consiliare di Terranuova a stigmatizzare le parole e le riflessioni espresse dall’assessore Enea Barbagli ed a lavorare affinché possa essere raggiunto quest’importante obiettivo. Non riusciamo infatti a comprendere, né tanto meno accettiamo, le parole pronunciate dall’amministratore terranuovese durante una trasmissione sulla giustizia svoltasi su un’emittente locale, perché invece di promuovere la difesa degli Uffici del Giudice di Pace, ha preferito fare un ragionamento meramente campanilistico. Dal mantenimento, nel nostro territorio, di tale servizio ne traggono beneficio tutti gli operatori ed i cittadini della vallata e non solo Montevarchi. Se consideriamo che, in questo momento, tra i Comuni di Montevarchi e Terranuova, è in discussione l’ulteriore attivazione di servizi associati, le parole espresse da Barbagli nei confronti di Montevarchi, oltre ad essere poco rispettose, denotano una mancanza di visione amministrativa e politica complessiva che possono solo che amplificare le tensioni. 

Crediamo che nell’auspicato confronto, tra le tre principali amministrazioni del Valdarno Aretino (Montevarchi, Terranuova e San Giovanni), siano coinvolte tutte le parti sociali ed in particolar modo l’Associazione degli avvocati del Valdarno affinché tutta la comunità si senta parte attiva nella difesa di quest’ultimo presidio di giustizia di prossimità.

Il Gruppo Consiliare

venerdì 15 novembre 2013

E' ancora possibile mantenere un Giudice di Pace in Valdarno?

Il grido d’allarme lanciato, nei giorni scorsi, dall’Associazione degli Avvocati del Valdarno intorno alla possibile chiusura degli Uffici del Giudice di Pace che avviene dopo la soppressione della sezione del tribunale di Montevarchi non può che essere ascoltato.
Crediamo che la politica non debba rimanere silente rispetto alle sollecitazioni che arrivano dallassociazione degli avvocati  perché, con la difesa degli uffici del Giudice di Pace, non solo difendiamo un servizio di primaria importanza, ma rivendichiamo lesigenza che nel nostro territorio siano preservate quelle strutture che erogano servizi di stretta competenza statale. Non possiamo, in segno di fantomatiche razionalizzazioni e non certificati risparmi, accettare che il Valdarno sia impoverito di ulteriori servizi.
Riteniamo che l’appello degli avvocati valdarnesi debba essere recepito dalle Istituzioni Locali e siamo convinti che, per mantenere almeno una sede del Giudice di Pace, occorra fare di tutto, compreso contribuire con risorse derivanti dai bilanci dei nostri Enti. Intorno a questo tema ed in generale tutti quelli che riguardano la qualità e la quantità di servizi erogati ai cittadini sentiamo, inoltre, lesigenza che vi sia un dibattito ed un confronto tra tutte le forze presenti all’interno delle Istituzioni dei maggiori centri del nostro territorio perché il tutto non deve rimanere all’interno delle stanze dei primi cittadini.
Noi siamo convinti che, nei prossimi anni, il Giudice di Pace dovrà svolgere nuove ed ulteriori funzioni nel campo giudiziario ed è per questo che siamo pronti, con gli strumenti dindirizzo e controllo che ci competono come Consiglieri Comunali, ad unirci nella lotta portata avanti dagli avvocati Valdarnesi.
Con questo spirito i consiglieri comunali Fabio Camiciottoli, Mauro Buffoni e Flavio Nardi del Gruppo Democratici e Progressisti di Montevarchi, Francesco Carbini del Gruppo Consiliare Cresce San Giovanni , Samuele Falsetti e Simona Pesci del Gruppo Centro Sinistra per Terranuova hanno condiviso una mozione che porteranno all’attenzione dei rispettivi Consigli Comunali.
Ci auguriamo che la nostra mozione possa trovare consenso unanime e che si possa, partendo dalla difesa degli Uffici del Giudice di Pace,  avviare una nuova stagione dove i servizi territoriali siano difesi collegialmente e con più partecipazione fuori da strette logiche di campanile.

Alla presente si allega testo della mozione che verrà presentato.

OGGETTO: AZIONE CONGIUNTA PER IL MANTENIMENTO DEGLI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE

PREMESSO CHE

con la chiusura della sede distaccata del tribunale di Montevarchi, avvenuta nel corso del mese di settembre, nel Valdarno, salvo future ed auspicabili modiche legislative in merito all’organizzazione della Giustizia, è venuto meno un importante presidio territoriale e un rilevante servizio
con il decreto legislativo n. 156/2012  si sopprime 667 uffici del giudice di pace, su un totale di 846 uffici. Resteranno in funzione 178 uffici, di cui 134 presso sedi circondariali e 44 presso sedi non più facenti capo ad un circondario di tribunale.
allo stato attuale nel nostro territorio sono presenti due uffici del Giudice di Pace ubicati rispettivamente a Montevarchi e a San Giovanni Valdarno che, stante alle normative attualmente in vigore, sono destinati ad essere chiusi il 30 aprile del 2014.
gli Enti locali del nostro territorio (il Valdarno), in base all’ordinamento attuale, avrebbero la possibilità, accorpando le due strutture presenti e facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio di giustizia, di mantenere e preservare un Ufficio del Giudice di Pace nel nostro comprensorio del Valdarno.

RICORDATO CHE

sia i sindaci dei centri più importanti del Valdarno aretino sia alcuni consiglieri regionali della Vallata si sono spesi pubblicamente, anche se purtroppo il Consiglio Regionale non ha approvato la proposta di referendum abrogativo in merito alla legge Severino (a causa dell’astensione della maggioranza), per il mantenimento degli uffici giudiziari periferici.
nei mesi scorsi molti Consigli Comunali della vallata hanno licenziato importanti atti per la salvaguardia della Giustizia di prossimità ed il mantenimento dei servizi giudiziari erogati nel nostro territorio.

CONSIDERATO CHE


gli Enti Locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace tuttora esistenti con competenza sui rispettivi territori di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale loro accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che dovrà essere messo a disposizione dagli Enti medesimi con il solo obbligo finanziario da parte del Ministero di procedere alla loro formazione. Il Ministero di Grazia e Giustizia, valutata la rispondenza delle richieste e degli impegni pervenuti, apporta con proprio Decreto la conseguente modifica alla Tabella degli uffici del Giudice di Pace oggetto di soppressione. Qualora l’Ente o gli Enti locali consorziati non rispettino gli impegni presi relativi al personale amministrativo e alle spese, per un periodo superiore a un anno, il relativo ufficio del Giudice di Pace verrà conseguentemente e definitivamente soppresso.
è da ritenersi strategico, anche per le trasformazioni in atto nel campo giudiziario, far sì che i sindaci del Valdarno (espressione tutti di un unico partito) promuovano azioni comuni che permettano di mantenere una sede distaccata del Giudice di Pace perché nei prossimi anni potrebbero essere attribuite, a tali figure, nuove ed ulteriori funzioni.
contro la soppressione degli uffici del Giudice di Pace si è espressa, nei giorni scorsi l’associazione valdarnese degli avvocati. L’associazione ha dichiarato che dopo la soppressione della sezione del tribunale, a Montevarchi occorrerebbe, almeno, continuare a mantenere l'ufficio del giudice di pace ed ha invitato le amministrazioni comunali ad effettuare una scelta condivisa e a reperire risorse per mantenere un presidio di Giustizia in Valdarno. Infine ha dichiarato che è pronta ad affiancare i Comuni in questa battaglia.
la Conferenza dei Sindaci del Valdarno, organismo già in essere, composta da tutti i Comuni della vallata, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi o in un’unica sede, ivi incluso il fabbisogno di personale, potrebbero garantire la presenza di almeno un Ufficio del Giudice di Pace;
le Amministrazioni Comunali del nostro territorio diano prova di voler affrontare la problematica in un’ottica  territoriale

RITENUTO 

opportuno e necessario, per gli scriventi firmatari della presente mozione, che i circa 100 mila abitanti del nostro territorio abbiano almeno a disposizione un ufficio del Giudice di Pace.

Tutto ciò premesso e considerato, lo scrivente Consigliere Comunale,

IMPEGNA IL SINDACO

con uno specifico mandato ad attivarsi per mantenere in Valdarno la presenza di un ufficio del Giudice di Pace da perseguire, intraprendendo un’azione nei confronti della Conferenza dei Sindaci ed in generale verso tutti i primi cittadini del nostro territorio per trovare le forme per mantenere quest’importante servizio e presidio.

IMPEGNA ALTRESI’ IL SINDACO ED IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

ad attivarsi affinché possa essere indetta, tra i tre principali Comuni del nostro territorio (Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini), una conferenza Capigruppo congiunta nella quale possano essere individuate, da tutti i soggetti Istituzionali e non solo dai Sindaci, le più opportune iniziative per trovare le modalità per mantenere un servizio così importante.

mercoledì 25 settembre 2013

AFM spa un cambio di passo inevitabile

Mozione presentata per il prossimo consiglio comunale del 30 settembre 2013

Premesso
che l'A.F. Montevarchi è una società a intero capitale pubblico partecipata al 99% dal comune di Montevarchi e dal 1% dal comune di Terranuova Bracciolini, che negli ultimi anni ha registrato una perdita d’esercizio di euro 211.145,00 nel 2010 e di euro 162.923,00 nel 2011.

che nella seduta del 29 febbraio 2012 il Consiglio Comunale di Montevarchi ha deliberato, a seguito di una mozione presentata dal Gruppo Democratici e Progressisti, di impegnare il CDA dell’A.F. Montevarchi a redigere un piano di azioni finalizzate al prospettato pareggio di bilancio entro il 2012.

che il sindaco del Comune di Montevarchi, in un’intervista pubblicata il 27 novembre 2012 aveva dichiarato che “il Consiglio di Amministrazione ha presentato i risultati finanziari al 30 settembre: il trend di miglioramento è pari ad almeno 100 mila euro. E l'obiettivo è di arrivare al pareggio di bilancio entro la fine dell'anno: il terzo anno di passivo consecutivo, infatti, porterebbe alla messa in vendita di quote azionarie anche ai privati”.

Rilevato che
a differenza di quanto dichiarato pubblicamente dal Sindaco non si è registrato il pareggio di bilancio in quanto anche nell’esercizio 2012 si sono registrate importanti perdite quantificate in euro 95.459,00.

che il CDA, in carica dal maggio 2011, purtroppo, dopo tanti impegni e rassicurazioni, non è riuscito a raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio richiesto dal Sindaco e dal Consiglio Comunale.

Ricordato inoltre
che il CDA nel proprio mandato ha compiuto scelte ondivaghe, quale ad esempio il mancato rinnovo dei contratti a termine con successive assunzioni di personale a tempo determinato (tramite concorsi che hanno fatto molto discutere anche all’interno del Consiglio), che testimoniano la poca capacità amministrativa e gestionale.

Considerato 
che le  attuali criticità economiche sono da imputare principalmente a scelte di sviluppo aziendale (quali ad esempio il leasing per l’acquisto del nuovo stabile e l’apertura del punto vendita di La Penna), alla mancata vendita dell’immobile ex-Albergo Vapore che il Comune intendeva acquisire, e dell’oneroso contratto di servizio che il socio (comune stesso) ha imposto all’azienda.

Rilevato
che il Consiglio Comunale nel 2012 pur avendo constato le difficoltà economiche della società non ha dato mandato al sindaco né a rivedere l’oneroso contratto di servizio né a vendere l’immobile (ex-Albergo Vapore) di proprietà della A.F. Montevarchi destinato all’attuazione del progetto PIUSS.

Ritenuto 
che il canone di servizio applicato dal Comune nei confronti dell'A.F. Montevarchi è al contempo poco in linea con la normativa attuale e formalmente sbagliato perché l'individuazione del valore è legato al fatturato e non agli utili ottenuti dalla Società.


Appurato
dalla lettura delle missive inviate dai dipendenti dell’azienda in data 14 giugno 2013 e dal presidente provinciale della UILTuCS (27 giugno 2013) che si è instaurato, tra il presidente del CDA e i lavoratori, un alto livello di conflittualità che non favorisce né la crescita dell'azienda né un maggior grado di efficienza.

Appreso
dalle dichiarazioni della UILTuCS, non smentite né dal CdA della AFM spa né dall’amministrazione comunale, che vi siano stati importanti aumenti delle consulenze esterne (400%) che risultano essere poco confacenti con il bilancio attuale. Tali elementi inequivocabilmente testimoniano la poca efficienza e qualità del CdA.

Preso atto
che il Sindaco ha permesso al CDA, a differenza di quanto deliberato dal consiglio comunale, di attuare una ristrutturazione aziendale che prevede tra l’altro dei licenziamenti senza una preventiva discussione in Consiglio Comunale.

delle dichiarazioni della CGIL che ha chiamato l'Amministrazione ad una forte assunzione di responsabilità.

che il Sindaco e il Presidente del Consiglio pur essendosi, all’interno della capigruppo, resi disponibili ad inserire uno specifico punto all’O.d.G del Consiglio Comunale per discutere della ristrutturazione in atto nella farmacia non hanno ottemperato a quanto concertato

Tutto ciò premesso, constatato il Consiglio Comunale


IMPEGNA IL SINDACO  ANCHE NELLA SUA QUALITA’ DI SOCIO DELL’AZIENDA FARMACEUTICA S.p.A DI MONTEVARCHI



  1. A revocare il CDA e ad individuare un amministratore unico, di comprovata esperienza sia manageriale che gestionale, che abbia un preciso mandato ad elaborare entro sessanta giorni un articolato piano di azioni per raggiungere il pareggio di bilancio da presentare all’attenzione del Consiglio Comunale.
  2. A perseguire la sostituzione del collegio dei revisori con un revisore unico.
  3. A rivedere il contratto di servizio in essere al fine di poter incentivare sia il pareggio di bilancio che un'analisi sulla sua applicabilità.
  4. A sospendere ogni azioni di ristrutturazione aziendale intrapresa dall’attuale CdA.
Il Gruppo Consiliare

venerdì 31 maggio 2013

Antistadio: mozione presentata in consiglio per richiedere convocazione Commissione n.2



  • Constatato che il comitato formatosi per fermare la cessione dell’antistadio ha raccolto un quantitativo sufficiente di firme con l’obiettivo di indire un referendum volto ad abrogare gli atti amministrativi che rendono possibile l’alienazione del bene.
  • Preso atto che la vendita dell’antistadio ha suscitato nella cittadinanza un grande interesse e creato una forte preoccupazione nelle famiglie dei ragazzi che usufruiscono di tale struttura: preoccupazione testimoniata anche nelle affermazioni pubbliche del Presidente dell’Aquila Calcio Gherardo Iannelli.
  • Constatato che tale struttura sportiva è ubicata in una posizione centrale all’interno della città.
  • Rilevato che recentemente vi sono state proposte per sostituire la cessione dell’antistadio fissata nell’appalto del centro storico ( vedi proposta dal consigliere Bucci dello scorso 13 aprile).
  • Preso atto che il capogruppo del gruppo consiliare del PD Alessandro Bencini il 22 aprile in un’intervista per mezzo stampa ha dichiarato : Tra i progetti finanziati con i fondi PIUSS, l’operazione che riguarda le strade e le piazze dell’ovale storico è sicuramente il più importante e carico di significato[…]La complessità tecnica dei lavori necessita soluzioni radicali, capaci di intercettare e risolvere le necessità accumulate nel tempo. Per questo ritengo indispensabile che in cantieri, ormai in fase di apertura, realizzino le attese dei cittadini, che è poi anche la finalità per cui è nato il progetto. In caso contrario il sacrificio degli abitanti e degli esercenti, che pure ci sarà, non avrebbe senso. L’intervento dovrà andare a toccare i sottoservizi, compreso il rifacimento della rete fognaria, e non dovrà limitarsi alla pavimentazione ed all’interramento di tubi e cavi[…] D’altronde la politica ha un compito : farsi carico delle decisioni, ma solo dopo aver valutato e ponderato i costi ed i benefici per l’intera collettività[…] La vicenda antistadio è delicata perché tocca da vicino tante famiglie, centinaia di bambini e tanti cittadini. È giusto e doveroso assumere una posizione di attenzione e ascolto. Mi sembra che il Sindaco si sia dimostrato disponibile a trovare una soluzione adeguata, per affrontare la questione nel miglior modo possibile. Da parte mia c’è la disponibilità massima a valutare e a prendere in considerazione tutte le alternative”.
Impegna il Sindaco e la Giunta

·         A sottoporre, entro 5 giorni,  alla Commissione 2 ( Assetto del Territorio e Lavori Pubblici) le eventuali proposte  per evitare la cessione dell’antistadio.

Si impegna, inoltre, il Presidente della commissione 2
·         A convocare una seduta della stessa, in rispetto del termine regolamentare di 5 giorni e non oltre, per le analisi delle proposte ricevute.

Flavio Nardi - Fabio Camiciottoli – Mauro Buffoni

venerdì 2 novembre 2012

Mozione: Costi della nuova biblioteca alla Ginestra


Consiglio Comunale di Montevarchi
Seduta 29 ottobre 2012

Premesso che la situazione economica, sia a livello nazionale sia a livello locale, versa in condizioni difficile ed impone a tutte le amministrazioni di spendere con parsimonia ed oculatezza le poche risorse pubbliche a disposizione ;

Constatato che il primo cittadino ha costantemente espresso, anche pubblicamente, che la minor capacità di spesa del comune è indotta  dagli ingenti tagli nei trasferimenti attuati e programmati dal Governo centrale;

Preso atto che nell’ultimo anno vi sono stati aumenti delle tariffe da parte di questa amministrazione;

Considerato che i finanziamenti regionali per quanto concerne il progetto PIUSS riguardano le costruzioni delle opere e non, ad esempio, le promozioni nel territorio di tali opere;

Rilevato che negli ultimi due mesi sono stati spesi, ad esempio, 44 mila euro per attività ed eventi connessi alla inaugurazione della biblioteca, per predisporre piani di comunicazione e per supportare l’amministrazione sia nella programmazione, progettazione e gestione sia per migliorare lo spostamento e allocazione del patrimonio librario;

Osservato che, a causa delle scarse risorse economiche a disposizione, il Sindaco e la Giunta non hanno dato avvio né all'implementazione del sito per attuare forme di maggior trasparenza (come ad esempio la messa in rete di tutte le delibere e determine) né, tanto meno, al progetto di comunicazione Istituzionale che si rende sempre più doveroso, necessario ed opportuno;

Impegna il Sindaco e la Giunta Comunale di Montevarchi

A non stanziare altre risorse economiche, fino alla data dell’inaugurazione della nuova biblioteca alla Ginestra, ad  associazioni, enti e soggetti terzi in genere  per le seguenti attività:

-          costruzione o formazione dell’identità della nuova biblioteca;

-          creazione e gestione delle relazioni con le attività co-programmate e gestite dalle associazioni;

-          programmazione delle attività connesse al trasloco ed alla attivazione dei servizi;

-          analisi delle relazioni tra spazi, organizzazione bibliografica e servizi, nonché analisi dei modelli e profili di gestione dei contenuti digitali;

-          organizzazione delle collezioni, dei contenuti, delle attività;

-          comunicazione  e marketing della biblioteca, della sua identità e dei suoi servizi; nonché per strategie, attività, eventi connessi alla inaugurazione;

-          costruzione di  modelli di gestione integrato relativo ai servizi classici della biblioteca ed alla programmazione e gestione delle attività e dei laboratori;

-          per  supportare  l’amministrazione nella programmazione, progettazione e gestione, nonché per piani di comunicazione integrati riferiti all’attività del polo Culturale;

-          per attivare forme di relazione con istituti / enti finalizzate al riconoscimento  del valore del Polo a livello regionale, nazionale ed internazionale;

-          per instaurare reti di rapporti utili a realizzare forme di found rasing;

Impegna altresì il Sindaco e l'Assessore competente ad avviare un confronto nelle sedi Istituzionali, sia per individuare tutte quelle azioni necessarie affinché durante lo spostamento della Biblioteca non vi siano disservizi per l'utente, sia sulle attività e i relativi costi di gestione per poter fin da oggi quantificare le risorse che si renderà, nei prossimi anni, necessario reperire.

Fabio Camiciottoli
Flavio Nardi
Mauro Buffoni

N.d.R.: la mozione è stata poi respinta dalla maggioranza con la sola astensione del consigliere Magini.



In evidenza:

Amministrative 2021: Al lavoro per la Montevarchi del futuro

Rinviate  all’autunno  le  elezioni  amministrative  è  comunque  l’ora,  a  Montevarchi,  di  valutare l'operato  della Giunta Chiassai...